Sul Supplemento Ordinario n. 234 alla Gazzetta Ufficiale n. 265 del 14 novembre 2011 è stata pubblicata la Legge 12 novembre 2011, n. 183 recante "Disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale dello Stato (Legge di stabilità 2012)".
Il testo definitivo non modifica in modo sostanziale l'analisi delle risorse per nuove infrastrutture nel 2012, effettuata all'indomani della presentazione del Disegno di legge.
Dall'analisi della Legge di stabilità per il 2012 emerge, infatti, un pesante calo delle risorse per nuove infrastrutture, che si attesta al 12,1%, in termini reali rispetto all'anno precedente considerando lo stanziamento aggiuntivo di 200 milioni di euro per interventi in materia di messa in sicurezza degli edifici scolastici e di difesa del suolo, inserito nell'articolato durante l'esame parlamentare. In questo modo, rispetto al 2008 le risorse per nuove opere pubbliche subiscono una contrazione del 43%.
E' il risultato del recepimento delle manovre d'estate (DL 98/2011 e DL 138/2011) e, in particolare, delle misure di contenimento della spesa pubblica che, come già avvenuto in passato, impongono alla spesa in conto capitale il sacrificio maggiore.
Il risultato negativo per il 2012 dipende principalmente dal pesante taglio al Fondo aree sottoutilizzate (-9,5 miliardi di euro nel periodo 2012-2015), a causa del quale rischiano di essere definanziate molti interventi del Piano Cipe delle opere prioritarie del 26 giugno 2009, finanziate dal cosiddetto "Fondo Matteoli". Si tratta di interventi già finanziati che, in alcuni casi, hanno visto anche la firma di contratti con le imprese.
Nell documento disponibile in allegato si stima un taglio dei finanziamenti del Fondo Matteoli destinati al Piano Cipe di 5,5 miliardi di euro. In altre parole si prevede un dimezzamento del Programma infrastrutturale del 26 giugno 2009 che, si ricorda, prevede investimenti per 11,3 miliardi di euro.
A parziale compensazione di tale taglio si segnala il "Fondo infrastrutture stradali e ferroviarie", istituito dalla manovra di luglio, con una dotazione complessiva di 4,9 miliardi di euro dal 2012 al 2016 (930 milioni per il 2012 e 1.000 milioni di euro per ciascuno degli anni dal 2013 al 2016) e il rifinanziamento del FAS, per 2,8 miliardi di euro nell'anno 2015.
Si tratta di risorse aggiuntive che in parte potranno compensare i tagli al Piano Cipe che subirà comunque un ulteriore, e importante, slittamento dei tempi di realizzazione.
Il documento, oltre a fornire il quadro degli stanziamenti per i principali enti e programmi di spesa, illustra le novità di carattere economico e finanziario di interesse per il settore delle costruzioni. Si evidenzia, in particolare, la norma che rende obbligatoria la certificazione dei crediti delle imprese verso regioni ed enti locali, anche per la loro cessione pro soluto a favore di banche o intermediari finanziari, già prevista come facoltà nel DL 185/2008, cosiddetto "anticrisi", ma poco diffusa a causa della scarsa disponibilità degli enti locali a rilasciare la certificazione.
La Legge di Stabilità apporta, inoltre, dei cambiamenti significativi al processo di dismissione del patrimonio immobiliare pubblico: nell'intento di accelerare il processo, infatti, il legislatore sembra prestare la massima attenzione all'aspetto finanziario della cessione dei cespiti, cercando di incassare il prima possibile i proventi derivanti dall'alienazione degli asset.
Tra le altre disposizioni si evidenziano quelle relative alla riduzione del cofinanziamento nazionale dei fondi strutturali, al Patto di stabilità Interno e al finanziamento di opere infrastrutturali mediante defiscalizzazione.