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Macchine da costruzione: come va il mercato dell’export?

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Macchine da costruzione: come va il mercato dell’export?
Export e innovazione trainano il mercato delle macchine da costruzione italiane. Dati e prospettive nel terzo Report Commercio Estero 2026 di Unacea

Nonostante uno scenario globale instabile, le macchine da costruzione italiane continuano a muoversi bene sui mercati esteri. I numeri più recenti raccontano un settore che, pur tra incertezze e tensioni commerciali, riesce a mantenere la rotta e a confermarsi un pilastro dell’industria nazionale. Ma cosa si nasconde davvero dietro questa apparente stabilità?
Secondo il terzo Report Commercio Estero 2026 di Unacea, realizzato con Cer, nel 2025 l’export ha toccato quota 3,226 miliardi di euro, con una lieve flessione dello 0,5% rispetto all’anno precedente. Un dato che fotografa un comparto resiliente, capace di assorbire gli effetti di un contesto internazionale complesso.
”Nonostante un contesto internazionale complesso - spiega Luca Nutarelli - il settore delle macchine per costruzioni mostra una tenuta significativa”. Un risultato sostenuto soprattutto dalle macchine per il movimento terra, che continuano a trainare le vendite oltreconfine e a confermare la competitività del Made in Italy.
Il comparto si conferma strategico per l’economia nazionale: vale circa lo 0,3% del PIL, conta oltre 21mila macchine immesse ogni anno sul mercato e coinvolge circa 85mila addetti considerando l’indotto. Un ecosistema industriale che gioca un ruolo chiave nello sviluppo infrastrutturale e nella transizione sostenibile delle costruzioni.
In questo scenario si inserisce SaMoTer 2026, in programma a Verona dal 6 al 9 maggio. La manifestazione rappresenta un momento di confronto strategico per il settore, con oltre 500 espositori, sei padiglioni e più di 50mila metri quadrati espositivi. Un hub europeo dove innovazione, sostenibilità e digitalizzazione diventano i driver principali di sviluppo per l’intera filiera.
Guardando ai mercati esteri, il quadro resta eterogeneo: accanto alla solidità delle aree mature, emergono segnali di crescita in regioni in espansione, dove gli investimenti infrastrutturali continuano a sostenere la domanda. Questa diversificazione consente alle imprese italiane di compensare le difficoltà legate a tensioni geopolitiche e a una domanda globale meno dinamica.

Quali sono le prospettive per il mercato delle macchine da costruzione?

Le prospettive restano legate a variabili decisive: dagli investimenti pubblici e privati in infrastrutture alla transizione verso macchine più efficienti e sostenibili, fino alla crescente digitalizzazione dei cantieri, che sta trasformando processi e modelli produttivi.
Nel dettaglio, il 2025 ha mostrato dinamiche differenti tra i vari segmenti. Il movimento terra si conferma leader,con 1,55 miliardi di euro di export (+7,1%), seguito da segnali positivi per gru a torre (+3,2%) e macchine stradali (+3,6%). In calo, invece, le macchine per inerti (–6,7%), perforazione (–9,4%) e calcestruzzo (–9,8%).
Tra le aree più dinamiche figurano Europa centro-orientale, Medio Oriente, Stati Uniti, Brasile e Nord Africa.
Il saldo commerciale si attesta a circa 911 milioni di euro, in diminuzione del 14,1% su base annua: un dato che riflette un contesto ancora complesso, ma che non intacca la capacità del settore di restare competitivo sui mercati globali.


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