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Macchine per costruzioni: ecco dati e prospettive del settore

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Macchine per costruzioni: ecco dati e prospettive del settore
Il mercato italiano delle macchine per costruzioni cresce ancora tra export, innovazione tecnologica e nuovi investimenti. Cosa aspettarci per i prossimi mesi?

Le macchine per costruzioni continuano a spingere l’industria italiana e lo fanno con numeri che raccontano più di una semplice crescita. Export in aumento, innovazione tecnologica, investimenti e cantieri sempre più evoluti stanno ridisegnando gli equilibri europei del comparto. E mentre diversi grandi Paesi frenano, l’Italia accelera e conquista un ruolo strategico nel panorama continentale. È questo lo scenario emerso dalla nuova ricerca del CER per Unacea, presentata a SaMoTer 2026, durante la manifestazione in corso a Veronafiere. Scopriamo di più.
Secondo lo studio, il mercato italiano delle macchine per costruzioni ha raggiunto nel 2025 circa 26mila unità vendute, quasi il doppio rispetto al 2017. Dopo il picco registrato nel 2022, il settore sta attraversando una fase di assestamento, con una lieve flessione prevista per il 2026 (-1,9%). A incidere sono soprattutto il rallentamento degli investimenti nel comparto edilizio, la crescita moderata del PIL e l’aumento dei costi energetici.
Il peso economico del settore resta comunque rilevante: la produzione vale circa 4 miliardi di euro e occupa 6mila addetti diretti, che diventano 85mila considerando l’intera filiera. Determinante anche la spinta internazionale: nel 2025 le esportazioni hanno toccato quota 3,2 miliardi di euro, contro 2,3 miliardi di importazioni, con un saldo commerciale positivo di 900 milioni. Oltre il 60% della produzione italiana è destinata ai mercati esteri.
La ricerca evidenzia inoltre il rafforzamento dell’Italia nello scenario europeo. Il nostro Paese è oggi il terzo mercato continentale per volumi di vendita, dietro Germania e Regno Unito, ma davanti alla Francia. Dal 2019 al 2025 il comparto italiano è cresciuto del 38,8%, mentre in Europa si è registrata una contrazione media del 9,4%. Francia e Germania hanno perso oltre il 20%.
A trainare il settore è anche il legame con il mondo delle costruzioni e delle infrastrutture. Le attività collegate (dall’ingegneria civile alla preparazione dei cantieri fino agli impianti) generano un valore produttivo di 135 miliardi di euro e occupano quasi 700mila persone. Tra il 2019 e il 2023 il comparto ha registrato incrementi superiori al 65%.
Sempre più centrale il tema dell’innovazione. Oltre un terzo delle imprese investe in ricerca, sviluppo e digitalizzazione, puntando su tecnologie capaci di migliorare produttività, sicurezza e tempi di realizzazione delle opere.

Macchine per costruzioni: parlano le aziende del settore

Durante la presentazione dello studio, i rappresentanti delle aziende presenti a SaMoTer hanno confermato il momento positivo del mercato italiano, pur evidenziando alcune criticità. Gianluca Calì, di CGT, ha sottolineato che “la tecnologia introdotta si traduce in maggiore efficienza e produttività”, mentre Luca Evangelista, di Volvo CE, ha spiegato che i lievi rallentamenti “rappresentano piuttosto una fase di assestamento”.
Dal fronte Ammann Group, Maurizio Tosi ha richiamato l’attenzione sulle difficoltà burocratiche legate alle autorizzazioni per gli impianti stradali, mentre Filippo Venieri, di VF Venieri, ha ribadito la necessità di investire sui giovani e sulla formazione. Più prudente Marco Ferroni, di Kobelco Construction Machinery Europe, secondo cui il 2026 potrebbe essere complesso, con possibili segnali di ripresa nel 2027. David Bazzi, ceo di Komatsu Italia, ha infine evidenziato le criticità legate ai rincari dei componenti e alle tensioni logistiche internazionali.