Manovra 2026: cosa cambia per l’edilizia a livello fiscale?

di Marco Zibetti
Crediti d’imposta, ricostruzione post-sisma, iperammortamento e bonus edilizi confermati. Scopriamo tutte le novità fiscali contenute nella Manovra 2026

La Manovra 2026 è realtà e, con essa, un insieme di interventi che promettono di ridisegnare il perimetro fiscale e operativo del comparto delle costruzioni. Tra correttivi attesi, misure riviste in corsa e nuovi strumenti a sostegno degli investimenti, il quadro che emerge è più articolato di quanto possa apparire a una prima lettura. Alcuni nodi sono stati sciolti, altri rinviati a passaggi successivi, ma l’impatto sulle imprese è destinato a farsi sentire. Vale quindi la pena entrare nel dettaglio e capire cosa cambia davvero.
Un’analisi puntuale arriva dal dossier Ance, che passa in rassegna le disposizioni di maggior interesse introdotte con la Legge di Bilancio 2026 (legge n. 199 del 30 dicembre 2025), pubblicata in Gazzetta Ufficiale e in vigore dal 1° gennaio. Il testo definitivo recepisce diverse osservazioni emerse durante l’iter parlamentare, superando alcune criticità presenti nella versione iniziale.

Manovra 2026: ecco le novità fiscali per il settore edile

Tra gli interventi più rilevanti figura lo stralcio del divieto di compensazione dei crediti d’imposta derivanti dagli incentivi fiscali per il pagamento di debiti contributivi e Inail, anche nel caso di crediti ceduti a terzi. Una correzione significativa che, tuttavia, si accompagna a una nuova misura: dal 2028 sarà applicata una ritenuta d’acconto sui redditi, pari allo 0,5% nel primo anno e all’1% dal 2029, sui pagamenti per servizi e forniture tra imprese.
Capitolo ricostruzione post-sisma: per il 2026 è previsto un contributo aggiuntivo rispetto a quello già riconosciuto, soluzione che sostituisce la proroga del superbonus al 110% inizialmente ipotizzata per le sole aree del sisma 2016. Il nuovo contributo si applica alle domande presentate entro il 31 dicembre 2024 e viene esteso a tutti i territori colpiti da eventi sismici dal 1° aprile 2009 con stato di emergenza dichiarato.
Sul fronte degli investimenti debutta l’“Iperammortamento”, destinato a rimpiazzare dal 2026 i crediti d’imposta Industria 4.0 e Transizione 5.0. L’agevolazione riguarda gli investimenti in beni strumentali nuovi, prodotti nell’Ue, effettuati entro settembre 2028, senza più la maggiorazione legata agli obiettivi di risparmio energetico prevista nella prima bozza.
Confermate anche la proroga del credito d’imposta Zes fino al 2028, con un’ulteriore integrazione per alcune comunicazioni presentate a fine 2025, e le regole sulle locazioni brevi: aliquota al 21% per un solo immobile, ma obbligo di partita Iva già dal terzo appartamento locato.
Restano infine invariate per il 2026 le aliquote dei bonus edilizi più elevate. Ulteriori chiarimenti arriveranno con i provvedimenti attuativi attesi nei prossimi mesi.


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