Messa in sicurezza: 1,38 mld ai Comuni. Ecco a cosa servono

di Marco Zibetti
Per la messa in sicurezza di edifici e territori, dal Ministero dell’Interno oltre 1,3 miliardi ai Comuni: fondi per scuole, strade e rischio idrogeologico

Nuove risorse in arrivo per la messa in sicurezzadi edifici, infrastrutture e territori: il Ministero dell’Interno ha dato il via libera a un maxi piano da oltre 1,3 miliardi di euro destinato ai Comuni italiani. Un intervento che punta a rafforzare la prevenzione del rischio idrogeologico, migliorare la sicurezza delle strade e accelerare anche l’efficientamento energetico degli immobili pubblici, con particolare attenzione alle scuole. Ma il decreto fissa anchetempistiche precise per affidamenti, conclusione dei lavori e rendicontazione degli interventi.
Il provvedimento, firmato il 1° aprile 2026, disciplina l’assegnazione dei contributi previsti dall’articolo 1, comma 139, della legge n. 145/2018. L’avviso relativo al decreto è stato pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 111 del 15 maggio 2026.
Le risorse complessive destinate ai Comuni per il triennio 2026-2028 ammontano a oltre 1,384 miliardi di euro. Nel dettaglio, il riparto aggiornato prevede 500mila euro per il 2026, 690 milioni per il 2027 e 550 milioni per il 2028. A queste somme si aggiungono circa 144,9 milioni di euro provenienti da economie residue successive al decreto del 28 marzo 2025, utilizzate per finanziare ulteriori richieste presentate entro il 15 settembre scorso.
Il decreto è corredato da due allegati: uno contiene tutte le domande trasmesse dai Comuni secondo le modalità definite dal Viminale nel luglio 2025, mentre l’altro riporta l’elenco degli enti beneficiari e degli interventi ammessi ai contributi.

Quali opere di messa in sicurezza verranno finanziate?

Tra le opere finanziabili rientrano gli interventi di messa in sicurezza del territorio esposto a rischio idrogeologico, la riqualificazione di strade, ponti e viadotti e gli interventi di messa in sicurezza ed efficientamento energetico degli edifici pubblici, con priorità agli immobili scolastici.
Il provvedimento stabilisce inoltre tempi precisi per l’aggiudicazione dei lavori: 9 mesi per opere fino a 100mila euro, 13 mesi per importi fino a 750mila euro, 18 mesi fino a 2,5 milioni e 23 mesi per interventi fino a 5 milioni di euro. La conclusione dei lavori dovrà invece avvenire entro 24 mesi dall’aggiudicazione.
Monitoraggio e rendicontazione saranno gestiti attraverso il sistema ReGiS. I Comuni dovranno aggiornare tempestivamente la piattaforma e conservare tutta la documentazione digitale relativa agli interventi. Quanto all’erogazione dei contributi, il Ministero dell’Interno procederà per stati di avanzamento: 20% in acconto, 10% dopo l’aggiudicazione, 60% in base ai SAL e il saldo finale del 10% a collaudo concluso.


Questo sito utilizza i cookies per offrirti un'esperienza di navigazione migliore. Usando il nostro servizio accetti l'impiego di cookie in accordo con la nostra cookie policy.