C'è un indicatore che spesso racconta lo stato di salute del mercato immobiliare prima ancora delle compravendite: l'andamento dei mutui. I numeri del settore offrono una fotografia preziosa delle dinamiche in corso. Un recente studio basato sui dati della Banca d'Italia aiuta a capire quali sono i trend che stanno caratterizzando il mercato e quali scenari potrebbero aprirsi nei prossimi mesi.
Secondo l’analisi di Kìron Partner, società di mediazione creditizia del Gruppo Tecnocasa, basata sui dati della Banca d’Italia, lo stock dei mutui residenziali ancora in essere a fine 2025 ha raggiunto quasi 396 miliardi di euro. Rispetto al terzo trimestre dello stesso anno si registra un incremento dell’1,22%, mentre il confronto con il quarto trimestre del 2024 evidenzia una crescita del 3,9%.
Il commento dell’esperto sull’andamento dei mutui
“La crescita delle consistenze nel periodo in analisi è senza dubbio legata al fatto che le nuove operazioni di mutuo sono aumentate, considerano i quattro trimestri rispetto al medesimo periodo dell’anno precedente, del 23,9%”, dichiara Oscar Cosentini, presidente di Kìron Partner. Secondo Cosentini, il risultato è stato favorito dalla stabilità dei tassi di interesse e dalla forte partecipazione dei giovani acquirenti, sostenuta dal rinnovo delle garanzie statali, che hanno facilitato l’accesso al credito per l’acquisto della prima abitazione.
Il presidente della società evidenzia però anche alcuni elementi di attenzione per il futuro. “Sebbene il 2025 abbia segnato una fase di solida ripresa per lo stock dei mutui circolante”, spiega Cosentini, il mercato potrebbe trovarsi davanti a un cambiamento di scenario. Le tensioni geopolitiche e le aspettative di inflazione hanno infatti contribuito alla risalita degli indici Euribor ed Eurirs, anticipando il rialzo di 25 punti base del tasso di riferimento deciso dalla Banca Centrale Europea.
Secondo Kìron, l’intervento della BCE era già stato ampiamente incorporato dalle dinamiche di mercato e non dovrebbe avere effetti significativi sulle compravendite immobiliari. A sostegno di questa valutazione vengono richiamati i dati dell’Agenzia delle Entrate, che nel primo trimestre dell’anno hanno registrato un aumento delle transazioni residenziali del 4,4% rispetto allo stesso periodo del 2025.