Dopo mesi di crescita costante, i mutui per comprare casa registrano ancora numeri in aumento, confermando un rinnovato interesse delle famiglie italiane verso l’acquisto immobiliare. Ma sullo sfondo restano alcune variabili decisive: inflazione, tassi e tensioni internazionali potrebbero cambiare gli equilibri già nei prossimi mesi. Scopriamo di più.
Secondo l’analisi di Kìron Partner SpA, società di mediazione creditizia del Gruppo Tecnocasa, nel quarto trimestre del 2025 il mercato dei mutui ipotecari ha proseguito il percorso di crescita già avviato nel corso dell’anno. Le erogazioni destinate all’acquisto di abitazioni hanno raggiunto quota 14,9 miliardi di euro, in aumento del 7,4% rispetto allo stesso periodo del 2024, pari a oltre un miliardo di euro in più.
Su base annuale, il totale dei finanziamenti concessi nel 2025 si è attestato a 55,6 miliardi di euro, con una crescita del 24,9% rispetto all’anno precedente.
L’espansione del mercato, iniziata dal secondo trimestre del 2024, ha toccato il suo apice nel primo trimestre del 2025 con incrementi superiori al 50%. Dopo la fase di forte rimbalzo, il comparto sembra ora avviarsi verso una stabilizzazione su livelli comunque più alti rispetto agli anni precedenti, sostenuto da una domanda ancora dinamica nonostante le incertezze economiche.
Tra i trend evidenziati emerge il forte ridimensionamento delle surroghe e delle sostituzioni di mutuo, in calo del 21,2% e ormai ferme al 7% delle operazioni complessive. Crescono invece i mutui destinati all’acquisto immobiliare, aumentati del 10,5% rispetto alla precedente rilevazione, a conferma del ruolo centrale della casa nelle strategie delle famiglie italiane.
Mutui: tassi, inflazione e prospettive
Sul fronte monetario, la Banca Centrale Europea ha deciso nella riunione del 30 aprile 2026 di lasciare invariati i tassi di riferimento: 2% sui depositi presso la banca centrale, 2,15% sulle operazioni di rifinanziamento principali e 2,40% su quelle marginali. La BCE ha però segnalato un aumento dei rischi legati all’inflazione e un rallentamento della crescita economica, aggravati anche dalle tensioni geopolitiche e dal rialzo dei prezzi energetici.
Secondo Eurostat, l’inflazione ad aprile è salita al 3%, in accelerazione rispetto ai mesi precedenti. Uno scenario che potrebbe riaprire il dibattito su possibili rialzi dei tassi già dalle prossime riunioni della BCE.
“L’attesa del rialzo dei tassi, attualmente prematuro, indica la volontà di scongiurare una frenata della crescita economica”, dichiara Oscar Cosentini, Presidente di Kìron Partner SpA, sottolineando come molto dipenderà dall’evoluzione dei costi energetici e delle tensioni internazionali.
