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Mutui: qual è l’andamento dei tassi d’interesse?

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Mutui: qual è l’andamento dei tassi d’interesse?
Il mercato dei mutui guarda con preoccupazione ai tassi di interesse. Cosa potrebbe accadere nei prossimi mesi? E come potranno cambiare le rate?

Il mercato dei mutui vive un momento particolare. Le tensioni geopolitiche e le dinamiche energetiche stanno influendo sui tassi d’interesse, aprendo scenari incerti per chi guarda al credito immobiliare. Ma cosa potrebbe accadere nei prossimi mesi? E quali effetti concreti si vedranno sulle rate?
L’intensificarsi del conflitto in Medio Oriente, con il coinvolgimento diretto dell’Iran e di altri Paesi dell’area, sta già influenzando i mercati. L’aumento dei prezzi di petrolio e gas rischia infatti di incidere sulle catene di approvvigionamento globali e di alimentare nuove pressioni inflazionistiche. Un contesto che potrebbe costringere le Banche Centrali a rivedere le proprie strategie, anche se nella riunione del 18 marzo 2026 la Banca Centrale Europea, in linea con la Fed, ha deciso di mantenere invariati i tassi.

Mutui e tassi d’interesse: parla l’esperto

“Le tensioni stanno spingendo al rialzo i prezzi energetici e potrebbero avere effetti sull’inflazione - afferma Oscar Cosentini, Presidente Kìron Partner S.p.A. -. Lo scenario dei tassi dipenderà dall’intensità e durata del conflitto e da come i prezzi si rifletteranno sull’inflazione”.
Secondo le simulazioni elaborate dallo staff BCE, gli scenari possibili restano molteplici. In quello più critico, la crescita del PIL 2026 potrebbe scendere allo 0,4%, mentre l’inflazione salire fino al 4,4%, a fronte di un quadro base più moderato. L’ipotesi più severa considera uno shock energetico persistente e un aumento dell’incertezza globale.
Negli Stati Uniti, la Federal Reserve potrebbe adottare già dalle prossime riunioni un approccio più aggressivo per contenere l’inflazione, mettendo in pausa il percorso di riduzione dei tassi.
Sul fronte dei mutui, l’Euribor si mantiene su livelli più bassi rispetto all’inizio del 2025, con una volatilità in calo e un trend orientato alla stabilizzazione. Diverso l’andamento dell’Eurirs, che, dopo la forte crescita tra il 2022 e il 2024, mostra ora un movimento più laterale, soprattutto sulle durate lunghe.
Intanto, il tasso medio per l’acquisto di abitazioni rilevato dalla Banca d’Italia a gennaio 2026 è sceso al 3,50% rispetto al 4,37% dell’anno precedente, con un conseguente alleggerimento delle rate per chi ha acceso un mutuo recentemente.
Le scelte dei mutuatari continuano a privilegiare la sicurezza: “A gennaio 2026 - spiega Cosentini - il tasso fisso rappresenta l’85,8% delle preferenze, in calo rispetto al 2025, ma ancora dominante. Il variabile sale al 5%, stabile il variabile con CAP allo 0,3%, mentre cresce il tasso misto all’8,9%”.
Guardando a un esempio concreto, per un mutuo da 120.000 euro della durata di 25 anni, la rata mensile si attesta intorno ai 614 euro con tasso fisso e a 560 euro con tasso variabile, con un differenziale di 54 euro a favore di quest’ultimo. Un divario che continua a orientare le scelte, ma che resta legato all’evoluzione dei tassi nei prossimi mesi.