La globalizzazione del social networking e delle applicazioni per smartphone e pc e lo sviluppo delle nuove tecnologie della comunicazione in generale stanno trasformando le dinamiche della socializzazione. In questo senso, l’architettura può trarre grande vantaggio da queste innovazioni proprio nel ripensare i processi di rigenerazione urbana e nel progettare spazi di socialità.
Ecobuild 2012, in programma a Londra dal 20 al 22 marzo presso il quartiere fieristico londinese Excell sarà occasione di confronto sia sui temi del green building che sul ruolo dell’architettura per la sostenibilità non solo ambientale ma di tutti gli aspetti di vita.
Tra gli esperti che interverranno alla manifestazione ci sarà l’architetto torinese Carlo Ratti, direttore del SENSEable City Lab del Massachusetts Institute of Technology di Boston. Nella presentazione online del laboratorio dell’università politecnica più famosa del mondo, si legge che il sempre maggiore dispiegamento di strumenti tecnologici che permettono monitorare la localizzazione delle persone e i loro spostamenti (dalla domotica alla tecnologia bluetooth ai social network) sta fornendo un grande contributo allo studio dell’ambiente costruito.
“Il nostro modo di descrivere e comprendere le città viene radicalmente trasformato e così cambiano anche gli strumenti che usiamo per progettarle e incidere sulla loro struttura fisica”, dichiara l’Arch. Ratti. “Studiare questi cambiamenti da un punto di vista critico e anticiparli è l'obiettivo del laboratorio. Come si declina, in tutto questo, la visione architettonica dell’ecosostenibilità? C’è il rischio che la società proceda verso un funzionalismo esasperato? Cioè un mondo in cui tutto viene valutato sulla base dell’utilità diretta? Come può l’architettura fare sì che le città diventino sempre più luoghi di relazioni autentiche?" Secondo Carlo Ratti è proprio attraverso le reti che l’architettura può contribuire a creare un mondo in cui le relazioni diventino sostanza nelle interazioni fra persone e non semplice scambio di messaggi. “Basti pensare – aggiunge l’architetto – al modo in cui i nuovi strumenti di comunicazione sono stati usati per promuovere cambiamenti radicali, ad esempio durante la primavera araba... dal mondo digitale a quello fisico”.