Una brutta apertura d’anno per il mercato dei servizi di ingegneria e architettura: in gennaio solo 15,4 milioni di euro, il valore mensile più basso dal 1997.
In dettaglio, secondo l’aggiornamento al 31 gennaio dell'osservatorio Oice-Informatel, le gare per servizi di ingegneria e architettura rilevate nel mese sono state 309 (di cui 12 sopra soglia), per un importo, come detto, di 15,4 milioni di euro (5,8 sopra soglia, 9,7 sotto soglia). Rispetto al mese di gennaio 2013 il numero delle gare cala del 2,8% (-20,0% sopra soglia e -2,0% sotto soglia) e il loro valore del 21,9% (-30,7% sopra soglia e -15,5% sotto soglia). Da notare il valore delle gare sopra soglia, quelle di maggior rilevanza, inferiore al valore di quelle sotto soglia.
Sempre troppo alti i ribassi con cui le gare vengono aggiudicate. In base ai dati raccolti fino a dicembre il ribasso medio sul prezzo a base d'asta per le gare indette nel 2012 è al 34,4%. Maggiori risultano i ribassi relativi alle gare indette nel 2013 che si collocano su una media pari al 35,8%.
"Il dato più preoccupante tra quelli rilevati dall’osservatorio in questo pessimo gennaio - ha dichiarato Patrizia Lotti, Presidente OICE - riguarda le gare sopra soglia, quelle di importo maggiore, che sono superate in valore dalle gare sotto soglia; questo significa che mancano gli investimenti dello Stato nelle medie e grandi infrastrutture, nella riqualificazione urbana, nel risanamento ambientale, tutte cose di cui il Paese ha urgente bisogno.
Va poi evidenziato come una significativa quota di mercato sia sparita a causa da un lato della progettazione interna, svolta dagli uffici tecnici attraverso l’applicazione dell’incentivo del 2%, dall'altro in ragione della presenza di società in house costituite da enti locali e enti pubblici. Va poi considerata la presenza di strutture come le università e i centri di ricerca che acquisiscono da altri enti pubblici, in via diretta con accordi di collaborazione elusivi delle regole di mercato e del diritto europeo, importanti fette di mercato.
Il calo delle gare non può che essere legato anche all'innalzamento della soglia per affidamenti diretti da 20.000 a 40.000 e all’introduzione di procedure più flessibili e discrezionali fino a 100.000 euro, che hanno determinato fenomeni di parcellizzazione nel mercato oltre i 100.000 euro, che infatti negli ultimi quattro anni ha visto una contrazione del 40% nel numero di gare e del 25% in valore.
Bisogna dare un segnale chiaro - ha concluso Patrizia Lotti - rilanciando il settore attraverso l'immissione di nuove risorse per gli investimenti in opere pubbliche e una maggiore terziarizzazione delle attività progettuali; allo stesso tempo occorre risolvere al più presto la gravissima situazione derivante dall'applicazione del contributo del 4%".