Ecobuild è la più grande manifestazione mondiale in materia di edilizia ecosostenibile ed energie rinnovabili ed è sotto il profilo degli scambi commerciali la 1° nel Regno Unito. La Camera di Commercio Italiana per il Regno Unito da 3 anni coordina la presenza italiana alla manifestazione. Associazioni d’imprese, distretti industriali, architetti e diverse amministrazioni regionali italiane hanno mostrato nel 2011 le innovazioni e le eccellenze messe in campo per la ricerca e lo sviluppo nel campo energetico e dell’edilizia ecosostenibile (dalle ultime novità presentate da Confindustria Ceramica, ai progetti dell’Agenzia Casa Clima ai sistemi di certificazione, come il CESTEC di Regione Lombardia, ecc…). L’edizione 2012 è in programma dal 20 al 22 marzo presso ExCel, il nuovo quartiere fieristico londinese.
Le aziende italiane che hanno sussidiarie in UK sono circa 650, per un totale di circa £17 miliardi di giro d’affari (oltre 20 miliardi di euro) ed impiegano oltre 40.000 persone. Tali aziende provengono principalmente dalla Lombardia, Emilia Romagna e Veneto, e rappresentano il 63,6% degli investimenti totali. Per quanto riguarda invece la distribuzione geografica nel Regno Unito, a Londra si trovano circa un terzo delle sussidiarie. A seguire il Sud dell'Inghilterra, il Nord e Midlands, che hanno conquistato spazio di attrattività negli ultimi anni rispetto all’area della capitale
Oltre la metà degli investimenti è di natura commerciale, quasi il 23% delle aziende è costituito da una sede di rappresentanza, mentre le industrie con stabilimento rappresentano poco più del 12%. Tuttavia queste ultime apportano il 51% del giro d’affari totale ed impiegano quasi la metà dello staff assunto dalle aziende italiane nel Regno Unito.
Il principale settore sotto il profilo dei volumi economici è quello settore aerospaziale, il cui principale cliente è il Ministero della Difesa. A seguire il settore energetico (Eni ha piattaforme petrolifere nel mare del nord). In notevole crescita Falck Renewables (soprattutto per i parchi eolici in Scozia).
Poi vengono il settore auto con Fiat e varie società del gruppo; food & beverage (nel 2010 Autogrill del gruppo Benetton controllava tutto il catering aeroportuale britannico attraverso Alpha Flight PLC, che è stata poi venduta allo sceicco Al Maktoum della Emirates). Importante anche il settore dei macchinari (ad esempio Technogym di Cesena è fornitore delle olimpiadi) ed il settore farmaceutico con Chiesi.
Il settore con più sussidiarie italiane quello meccanico (113 aziende), seguito da quelli dei mobili (86), abbigliamento e calzature (74), food & beverage (73), chimico-farmaceutico (43), elettronico (40)...
“Quanto al settore specifico delle rinnovabili, il governo britannico sta stimolando ricerche e investimenti nel campo, con declinazioni in tutti i settori economico-industriali”, dichiara Giuseppe Paoletti, vicesegretario generale della Camera di Commercio Italiana per il Regno Unito. “Lo scopo è di renderlo il settore di punta di una nuova fase di crescita dell'economia inglese. Il governo ha fissato obiettivi vincolanti e rigorosi di riduzione del carbonio: il 15% dell’energia totale dovrà derivare da fonti rinnovabili entro il 2020 e nei prossimi anni saranno investiti nel settore delle energie rinnovabili più di 100 miliardi di Sterline. Il governo ha sviluppato una serie di meccanismi per promuovere e incoraggiare una rapida adesione da parte dei consumatori alle tecnologie verdi. Per esempio il sistema delle feed-in-tariffs che garantisce un sostegno economico per abitazioni private, aziende e comunità per la generazione di energia elettrica da piccoli impianti di solare ed eolico con una capacità fino a 5 MW”.
L’intera industria del fotovoltaico sta giovando da questi incentivi e sia il governo che i rappresentanti dell'industria stanno strutturando il sistema al fine di evitare una pericolosa bolla speculativa iniziale, puntando invece a una crescita costante sul medio e lungo periodo. Questa operazione è spinta anche dalla necessità di dover compensare il calo di produttività del petrolio e gas del Mare del Nord che si registrerà nei prossimi vent'anni. Proprio nel Mare del Nord è attivo un attore importante come l’ENI, presente nel Regno Unito dal 1964.
“Tra gli scopi di Ecobuild vi è – aggiunge Paoletti – quello di intensificare i rapporti intra comunitari per cercare di mettere insieme know how e risorse per favorire un’industria europea sulle rinnovabili. L’Inghilterra sta puntando decisamente sul solare e fotovoltaico mentre la Scozia sta puntando a diventare un hub europeo dell’eolico, soprattutto offshore e di altre fonti che sfruttino per esempio l’energia delle maree. La grande tradizione di ingegneria della Scozia e dell'Irlanda del Nord, che aveva guidato il Paese nella rivoluzione industriale rendendola la prima economia al mondo è adesso applicata allo sfruttamento delle energie rinnovabili per riportare il Paese a un ruolo di avanguardia tecnologica a livello mondiale”.
Analizzando le aziende che hanno attualmente prenotato lo spazio per l’edizione 2012 si può notare un aumento delle aziende produttrici di materiali chimici per l’edilizia, con la partecipazione delle principali aziende italiane come ad esempio Winkler, Mapei, Fassa Bortolo, Diasen e Fila Surface Care Products. “Anche nel solare e fotovoltaico abbiamo registrato un incremento delle aziende e dell'area espositiva, chiaro segno che, nonostante i paventati tagli agli incentivi, vi è un forte interesse verso il mercato britannico del solare e le aziende italiane stanno puntando decisamente sull'Inghilterra”, conclude Paoletti.