Avere una partita Iva aperta ma non utilizzata può diventare un problema anche senza un’attività effettivamente in corso. Per le partite Iva considerate inattive arrivano infatti nuove regole, che modificano i controlli dell’Agenzia delle Entrate e le modalità con cui il contribuente viene informato prima della chiusura. Il nuovo sistema amplia le informazioni utilizzabili e introduce anche una possibilità importante per chi dovesse contestare la cessazione.
Il provvedimento firmato il 12 ottobre 2026 dal direttore dell’Agenzia delle Entrate, Vincenzo Carbone, aggiorna le disposizioni del 3 dicembre 2019 sulla chiusura d’ufficio delle posizioni Iva inattive.
La disciplina, prevista dall’articolo 35, comma 15-quinquies, del Dpr 633/1972, consente all’Amministrazione finanziaria di chiudere le partite Iva dei soggetti che, sulla base delle informazioni disponibili, non risultano aver svolto attività d’impresa, arte o professione nei tre anni precedenti.
Una delle principali novità riguarda proprio l’individuazione delle posizioni da chiudere. I controlli automatizzati potranno infatti utilizzare, oltre ai dati dell’Anagrafe tributaria, anche quelli relativi a fatture elettroniche, corrispettivi telematici e versamenti effettuati spontaneamente.
Cambia anche il sistema di comunicazione preventiva. L’avviso sarà trasmesso al domicilio digitale del contribuente oppure, quando necessario, a quello del rappresentante. In assenza di un domicilio digitale, resterà la raccomandata A/r al domicilio fiscale risultante dall’Anagrafe tributaria. La comunicazione sarà inoltre disponibile nella sezione “L'Agenzia scrive” del Cassetto fiscale e, per le persone fisiche, potrà essere segnalata anche tramite App IO.
La cessazione diventeràoperativa dal sessantesimo giorno successivo alla ricezione dell’avviso o, se la consegna non è possibile, dalla sua disponibilità nell’area riservata.
Partite iva chiuse d’ufficio: come riattivarle?
Entro questi 60 giorni il contribuente potrà rivolgersi a un ufficio territoriale dell’Agenzia per dimostrare che l’attività è ancora in corso e contestare la chiusura.
Una novità riguarda però anche la fase successiva: se la partita Iva è già stata chiusa, sarà possibile presentare una richiesta motivata di riattivazione. L’ufficio, valutate le motivazioni e la documentazione, potrà disporre la riapertura, con effetti retroattivi dalla data originaria di apertura e senza interruzioni.
Il provvedimento dedica infine una sezione specifica alla tutela dellaprivacy, chiarendo le basi giuridiche e le modalità di trattamento dei dati personali utilizzati per i controlli.