Aprire la partita Iva è sempre una sfida, tra opportunità di crescita e ostacoli da superare. Il nuovo report del Dipartimento delle Finanze rivela una lieve ripresa nel 2025, con oltre 500mila nuove aperture, segnando un aumento dello 0,4% rispetto all’anno precedente. Ma chi sono i protagonisti di questo trend e quali settori guidano la crescita?
Analizzando la natura giuridica delle nuove partite Iva, le persone fisiche restano predominanti, rappresentando il 68,5% dei casi, seguite dalle società di capitali (25,1%). Le società di persone e le forme giuridiche “non residenti” incidono marginalmente. Tuttavia, l’aumento non è uniforme: crescono le aperture di persone fisiche (+1,5%) e società di capitali (+2,6%), mentre calano quelle di società di persone (-7,4%) e dei soggetti non residenti (-23,2%).
Nuove partite Iva: provenienza e settori
Sul fronte geografico, quasi la metà delle nuove aperture si concentra al Nord (47,1%), il 21,2% al Centro e il 31,1% al Sud e nelle Isole. Alcune regioni del Mezzogiorno mostrano incrementi significativi: Sicilia (+11,5%), Molise (+11,2%) e Calabria (+6,8%).
Per quanto riguarda i settori produttivi, le attività professionali guidano la classifica con il 16,6% del totale, seguite da commercio (16%) e costruzioni (9,6%). Tra i primi dieci settori, che coprono oltre l’84% delle nuove aperture, spiccano attività legate alla salute e assistenza sociale (+16%), altri servizi (+11,1%) e servizi di supporto alle imprese (+5,8%).
Il report ricorda anche l’introduzione della classificazione Ateco2025, operativa dal 1° aprile 2025, che ha comportato un riallineamento dei dati iniziali del primo trimestre pubblicati secondo la precedente Ateco 2007.
Tra le persone fisiche, il 60,3% dei nuovi avviamenti riguarda uomini e oltre la metà è rappresentata da giovani fino a 35 anni. Crescono le aperture tra i più giovani (+3,8%), mentre quelle tra i 36-50 anni registrano variazioni più contenute (+0,5%). Infine, il regime forfetario si conferma molto popolare: 242.529 nuove partite Iva hanno scelto questa opzione, pari al 48,5% del totale, con un incremento del 3,9% rispetto al 2024.
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