La regionalizzazione del Patto di stabilita` interno rappresenta uno dei principali strumenti disponibili oggi per ridurre il fenomeno dei ritardati pagamenti della Pubblica Amministrazione.
Si tratta infatti di uno strumento che permette di liberare a costo zero, per le imprese e per la Pubblica Amministrazione, una parte significativa dei pagamenti per opere pubbliche dovuti alle imprese. Un altro effetto positivo della regionalizzazione e` quello di assicurare una maggiore sostenibilita` della finanza locale in una prospettiva di medio periodo.
Secondo un`indagine realizzata dall`Ance, la regionalizzazione del Patto di stabilita` interno da parte di 13 regioni ha consentito di liberare circa 1,2 miliardi di euro di pagamenti nel 2011. L`anno scorso, quindi, la regionalizzazione si e` dimostrata uno strumento molto utile per limitare gli effetti negativi del Patto.
Per il triennio 2012-2014, l`istituto della regionalizzazione del Patto di stabilita` interno e` stato rafforzato, in particolare con la previsione della possibilita` per le Regioni di definire, a partire dal 2013, regole a livello regionale (anche diverse da quelle nazionali) e di introdurre parametri per premiare gli investimenti in conto capitale.
Inoltre, entro due anni, e` stata prevista l`applicazione del Patto di stabilita` interno a tutti gli enti locali. Per questo motivo, l`adozione della regionalizzazione del Patto di stabilita` interno da parte di tutte le Regioni e la definizione di criteri regionali in grado di premiare gli investimenti in conto capitale appaiono, secondo l'Ance, irrinunciabili.