Per i Comuni un fondo da 10 milioni per rimuovere gli abusi

Edilizia di Marco Zibetti
Gli Enti Locali andranno a coprire l’anticipo finanziario restituendo i proventi con il denaro che entrerà dalle multe comminate ai responsabili degli abusi

È stato attivato il fondo da 10 milioni di euro pertinente alla demolizione degli edifici abusivi nelle zone e territori a rischio idrologico, come previsto dal Decreto Ministeriale 22 Luglio 2016, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n.251 del 26 Ottobre 2016 recante “Ministero dell’Ambiente e della tutela del territorio e del mare - Modelli e linee guida relativi alla procedura per la presentazione della domanda di concessione per l’accesso ai finanziamenti per gli interventi di rimozione o di demolizione delle opere o degli immobili realizzati in aree soggette a rischio idrogeologico elevato o molto elevato ovvero dei quali viene comprovata l’esposizione a rischio idrogeologico in assenza o in totale difformità dal permesso di costruire”.

Il Fondo è stato attivato con il Collegato Ambiente ed è necessario a sostenere i Comuni con finanziamenti anticipati atti a rimuovere edifici abusivi in zone a rischio. Gli Enti Locali andranno a coprire l’anticipo finanziario restituendo i proventi con il denaro che entrerà dalle multe comminate ai responsabili degli abusi. Il Fondo andrà a coprire i costi degli interventi di demolizione e le spese tecniche ed amministrative connesse, oltre i costi di smaltimento dei materiali derivanti dalle demolizioni.

Le demolizioni andranno ad investire opere di abusivismo edilizio già investite da ordinanze di demolizione non ancora eseguite e classificate con rischio molto elevato. Sono dati ai Comuni 120 giorni di tempo al fine di ottemperare i lavori pertinenti alle demolizioni, pena la restituzione del Fondo. Agli stessi Comuni viene chiesto di presentare un progetto di inizio attività rimozione, nonché l’elenco dettagliato di tutti i costi e dei lavori da svolgere. Viene inoltre sottolineato che la classificazione degli abusi demoliti sarà costantemente aggiornata ogni 90 giorni grazie ad un database del Ministero dell’Ambiente. Lo stesso Dicastero chiederà, infine, agli Enti anche informazioni comprovanti l’esposizione degli edifici al rischio idrogeologico.


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