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Periferie: come intervenire per la sicurezza delle città?

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Periferie: come intervenire per la sicurezza delle città?
Rigenerazione urbana, housing accessibile e nuove regole edilizie: il piano dell’Ance per rilanciare le periferie e accelerare la trasformazione delle città

Le periferie tornano al centro del dibattito politico e urbanistico, ma per il settore delle costruzioni serve un cambio di passo concreto. Non basta più intervenire sul degrado con misure emergenziali: occorre ripensare le città attraverso rigenerazione urbana, housing accessibile e nuove regole capaci di accelerare gli investimenti. È questo il quadro delineato dall’Ance durante l’audizione alla Camera dedicata alla sicurezza urbana e alle condizioni delle aree periferiche italiane.
A rilanciare il tema è stato Stefano Betti, vicepresidente dell’associazione dei costruttori, intervenuto davanti alla Commissione parlamentare d’inchiesta sulle città e le periferie. Secondo Betti, l’aumento della popolazione nelle aree urbane e i continui spostamenti dal Sud verso il Centro-Nord stanno concentrando la pressione abitativa soprattutto nelle zone periferiche delle grandi città, dove si trovano gran parte degli immobili a prezzi accessibili. Al contrario, molte aree del Mezzogiorno continuano a perdere residenti, giovani competenze e forza economica.
Per l’Ance, la risposta passa da una rigenerazione urbana più ampia, capace di andare oltre il semplice recupero edilizio. Tra le priorità indicate ci sono il riutilizzo di ex aree industriali, caserme e spazi ferroviari dismessi, oltre a una maggiore libertà nei cambi di destinazione d’uso per favorire servizi, attività e nuovi luoghi di aggregazione sociale.
Nel corso dell’audizione è stato anche criticato l’attuale sistema normativo urbanistico, ritenuto ormai superato e poco adatto alle esigenze contemporanee. Betti ha parlato di un quadro “vetusto e frammentario”, ancora fondato su norme risalenti agli anni Quaranta e Sessanta, che finisce per rallentare trasformazioni urbane e investimenti.

Periferie: necessaria una nuova cornice nazionale

Da qui la richiesta di una nuova cornice nazionale per urbanistica ed edilizia, che recepisca anche le semplificazioni introdotte negli ultimi anni con Pnrr, Salva Casa e Piano Casa 2026. Tra i temi considerati strategici figurano la revisione delle categorie edilizie, maggiore flessibilità nei cambi d’uso e un migliore coordinamento tra regole urbanistiche, ambientali e fiscali.
Nel suo intervento, Betti ha inoltre valorizzato il contributo del Pnrr, che ha destinato oltre 6 miliardi alla riqualificazione urbana e alla riduzione del disagio abitativo, sottolineando l’efficacia di un approccio basato su obiettivi concreti e misurabili.
Ampio spazio anche al tema dell’housing accessibile. Per l’Ance, la riqualificazione delle periferie deve tradursi nella creazione di nuovi alloggi sociali, servizi di quartiere, infrastrutture e spazi pubblici destinati alle fasce più fragili della popolazione.
Giudizio positivo, infine, sul Piano Casa del Governo, pur con la richiesta di rafforzare gli strumenti fiscali ed economici per sostenere anche gli interventi di dimensioni minori e incentivare gli investimenti fuori dai grandi centri urbani.