Piani urbani integrati: le novità per i 251 interventi previsti

di Marco Zibetti
Il Pnrr aggiorna il quadro degli interventi e delle scadenze: vediamo insieme cosa cambierà per i Piani urbani integrati nelle Città metropolitane

Un nuovo passaggio rimodula le scadenze di una parte degli interventi finanziati dal Pnrr. I Piani urbani integrati entrano infatti in una fase che consente a numerose opere di proseguire oltre la scadenza inizialmente prevista, senza uscire dal perimetro del Piano. A stabilire il nuovo quadro è un decreto del Ministero dell’Interno, pubblicato in Gazzetta Ufficiale.

Piani urbani integrati, cosa cambia con il nuovo decreto

Il provvedimento, adottato il 31 luglio 2026 dal Capo del Dipartimento per gli Affari Interni e Territoriali di concerto con il Ragioniere generale dello Stato, riguarda 251 interventi della Missione 5, Componente 2, Investimento 2.2 del Pnrr.
Si tratta di opere che non contribuiscono al raggiungimento del Target Ue fissato al 30 giugno 2026 e che, proprio per questo, possono beneficiare di una scadenza più ampia per arrivare alla conclusione dei lavori.
La misura PUI dispone complessivamente di 900 milioni di euro ed è finalizzata alla rigenerazione urbana e all’inclusione sociale. Tra gli interventi finanziati rientrano il recupero e la riqualificazione sostenibile di edifici e spazi pubblici, l’efficientamento energetico e idrico, la riduzione del consumo di suolo e le soluzioni dedicate alle smart cities.

Il Target europeo e la nuova scadenza

L’obiettivo europeo prevedeva il completamento, entro il 30 giugno 2026, di almeno 300 progetti di pianificazione integrata nelle 14 Città metropolitane interessate, per una superficie complessiva di almeno 3 milioni di metri quadrati.
Sulla base dei dati fisici e procedurali aggiornati nel sistema ReGiS e delle verifiche effettuate con le Città metropolitane, il Ministero ha però accertato che gli interventi destinati a concludersi entro la scadenza europea sono sufficienti a garantire il raggiungimento del Target.
Per questo motivo, 251 opere sono state escluse dal conteggio del Target, in quanto non prevedono la fine dei lavori entro il 30 giugno 2026. Per queste è stata fissata una nuova scadenza: 31 dicembre 2027.
Gli interventi interessati sono distribuiti in tutte le 14 Città metropolitane: Napoli 48, Palermo 33, Bari 28, Catania 23, Reggio Calabria 23, Milano 19, Torino 18, Firenze 12, Bologna 11, Cagliari 10, Roma 9, Messina 8, Genova 6 e Venezia 3.
Le opere rimangono comunque finanziate nell’ambito del Pnrr e dovranno rispettare gli obblighi previsti dal Piano, inclusi monitoraggio e rendicontazione tramite ReGiS.

Quattro rinunce ai finanziamenti

Il decreto registra inoltre la rinuncia al contributo per quattro interventi. Due riguardano la Città metropolitana di Milano e il PUI “Città Metropolitana Spugna”, mentre gli altri due interessano il Comune di San Vitaliano, nel Napoletano, nell’ambito del PUI dedicato allo sport e all’inclusione sociale nell’area interna Vesuvio-Nolana.
Le risorse coinvolte dalle quattro rinunce ammontano complessivamente a circa 3,1 milioni di euro.


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