Il mercato immobiliare si prepara a una nuova fase di raccolta e selezione di proposte destinate all’housing sociale e pubblico. Il Piano Casa entra infatti in una fase operativa che potrebbe portare alla nascita di nuovi interventi sul territorio. Ma come saranno individuati i progetti e chi potrà presentarli?
Invimit SGR ha avviato una consultazione di mercato per raccogliere proposte immobiliari e contributi utili alla realizzazione di iniziative compatibili con le finalità del Fondo Housing Coesione e con gli obiettivi previsti dal Decreto Piano Casa.
L’iniziativa punta a costruire una prima pipeline di progetti immobiliari da sviluppare attraverso fondi immobiliari territoriali affidati alla gestione di altre Sgr. Le proposte raccolte da Invimit saranno rese disponibili al mercato ogni 60 giorni attraverso DIGITUS, la piattaforma digitale predisposta per la consultazione e accessibile dal banner “PIANO CASA” presente sulla homepage del sito Invimit. Questo passaggio avvierà il percorso preliminare alla costituzione dei fondi territoriali.
La raccolta delle candidature resterà aperta in modo continuativo. Le Sgr potranno inoltre proporre iniziative non presenti nella consultazione, nell’ambito di un apposito avviso di investimento che sarà pubblicato prossimamente.
Piano Casa: chi può partecipare alla consultazione?
La procedura è rivolta a una platea ampia di soggetti. Possono presentare proposte gli enti pubblici, comprese Regioni e Province autonome, Città Metropolitane, Province e Comuni, oltre ai fondi immobiliari da essi partecipati o promossi e alle società controllate dagli stessi enti con una quota almeno maggioritaria del capitale.
Sono ammessi anche soggetti privati qualificabili come clienti o investitori professionali, interessati a proporre interventi di edilizia residenziale sociale o pubblica. La consultazione può inoltre raccogliere altri contributi conoscitivi ritenuti coerenti con gli obiettivi del Fondo Housing Coesione.
Il commento dei protagonisti
Il Ministro per gli affari europei, il PNRR e le politiche di coesione, Tommaso Foti, ha sottolineato il ruolo dell’iniziativa: “Con il Fondo Housing Coesione mettiamo a sistema le risorse nazionali per dare una risposta concreta a chi oggi non riesce ad accedere a un alloggio sul libero mercato”.
Foti ha inoltre evidenziato l’importanza della partecipazione di Regioni e Province autonome per rispettare gli obiettivi di spesa fissati al 31 dicembre 2026 e arrivare alla disponibilità di alloggi a canone calmierato entro il 2030.
Sul nuovo percorso è intervenuto anche Stefano Scalera, AD di Invimit SGR: “Siamo soddisfatti di avviare la consultazione di mercato per raccogliere i progetti che consentiranno la definizione di una pipeline di investimenti relativa al Piano Casa”.
Secondo Scalera, questa fase sarà determinante per arrivare alla realizzazione degli alloggi entro il 2030 nei territori che aderiranno al Fondo Housing Coesione e per dare continuità nel medio-lungo periodo all’intervento affidato a Invimit SGR.