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Ponte sullo stretto: l’Anticorruzione detta le regole

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Ponte sullo stretto: l’Anticorruzione detta le regole
Il decreto dedicato al Ponte sullo Stretto riaccende il dibattito tra vincoli UE, costi e controlli, con dubbi ancora aperti sulla reale fattibilità dell’opera

Il destino del Ponte sullo Stretto torna sotto i riflettori e riaccende il confronto tra istituzioni e organi di controllo. Dietro l’accelerazione impressa dal Governo si nascondono nodi ancora irrisolti che potrebbero rallentare, o complicare,  il percorso dell’opera. È proprio su questi aspetti che si concentra l’intervento dell’Autorità Anticorruzione.
“Il legislatore italiano non può risolvere ciò che è incompatibile con la normativa europea. Il nuovo decreto del governo non risolve la questione della necessità di una nuova gara per il Ponte sullo Stretto, permanendo il rischio marcato che la spesa prevista superi il 50% di quella prevista originariamente”. Così il presidente dell’Anac, Giuseppe Busìa, intervenuto il 24 marzo 2026 in Commissione Ambiente al Senato durante l’audizione sul decreto commissari straordinari.
Secondo Busìa, per rendere davvero realizzabile l’infrastruttura sarebbe necessario ripartire da basi diverse: “Per realizzare veramente il Ponte sullo Stretto occorrerebbe una nuova gara, un nuovo contratto, a vantaggio di un progetto più avanzato e moderno, con minore rischio di contenziosi e garanzia di rispetto della normativa europea”.

Ponte sullo Stretto: gli altri punti critici del decreto

Un altro punto critico riguarda l’impostazione progettuale. L’Autorità sottolinea la necessità di un progetto esecutivo unitario, evidenziando come l’attuale approccio per fasi non consenta una stima complessiva affidabile dei costi. “Per progettare e costruire il Ponte serve un progetto esecutivo unitario”, ha spiegato Busìa, aggiungendo che il contratto in essere “ha dimostrato di non essere resistente all’aumento dei costi” e che il decreto non attribuisce correttamente i rischi al soggetto incaricato.
Non mancano poi le preoccupazioni sul fronte della legalità. “La costruzione del Ponte sullo Stretto attirerà appetiti della criminalità organizzata”, ha avvertito il presidente Anac, sottolineando la necessità di rafforzare i controlli e limitare il ricorso al subappalto.
Critiche anche all’impianto normativo del decreto, ritenuto poco efficace sotto il profilo procedurale. “L’avere inserito disposizioni procedurali all’interno del decreto non è necessario […] irrigidisce le procedure, fa perdere tempo e modifica procedure oggi previste, con diminuzione delle garanzie”, ha osservato, invitando a eliminare le norme superflue.
Nel complesso, l’Autorità ribadisce una linea già espressa negli ultimi anni: attenzione ai vincoli europei legati all’assenza di una gara, necessità di un quadro finanziario solido e trasparente, e opportunità di adottare strumenti come il BIM per validare in modo completo la fattibilità tecnico-economica dell’opera. Resta centrale, infine, l’esigenza di tutelare l’interesse pubblico, assicurando piena trasparenza e controllo in tutte le fasi di un intervento considerato strategico per il Paese.


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