Il comparto delle costruzioni è sotto pressione. Al centro delle preoccupazioni c’è anche la prefabbricazione in calcestruzzo, oggi esposta a uno scenario internazionale sempre più instabile che rischia di riflettersi direttamente su costi, cantieri e capacità produttiva.
Assobeton lancia un nuovo allarme: le tensioni geopolitiche nel Golfo Persico, pur in una fase di “cessate il fuoco”, continuano a rappresentare un fattore di forte rischio per l’intera filiera. Il possibile blocco dello Stretto di Hormuz e l’incertezza dei negoziati internazionali mantengono elevata la volatilità dei mercati energetici, con impatti immediati su produzione, logistica e pianificazione dei lavori.
L’aumento dei prezzi di petrolio, gas, energia elettrica e carburanti incide infatti in modo diretto su tutte le fasi del ciclo produttivo dei prefabbricati, mettendo sotto pressione un settore che vale oltre 4 miliardi di euro e occupa più di 12 mila addetti, strategico per edilizia, infrastrutture e grandi opere industriali e logistiche.
“Il rischio concreto - sottolinea Enrico Dassori, Presidente di Assobeton - è quello di una progressiva paralisi dei cantieri e di un congelamento delle decisioni di investimento, proprio mentre il Paese avrebbe bisogno di continuità realizzativa, certezze contrattuali e piena capacità industriale per rispettare i programmi in corso, inclusi quelli legati al PNRR”.
Gli effetti si stanno già propagando lungo tutta la filiera: rallentamento degli ordini, maggiore cautela negli investimenti, contrazione della domanda di materiali e difficoltà operative per fornitori e subfornitori, fino alla possibile sospensione dei cantieri. Un effetto domino che rischia di ridurre la produzione collegata e di creare tensioni occupazionali.
Secondo Assobeton, l’attuale aumento dei costi non è più un fenomeno temporaneo, ma una dinamica strutturale, aggravata dal contesto geopolitico e da una domanda più debole. “I costi della prefabbricazione hanno già superato i picchi del 2022, ma il mercato oggi non è in grado di assorbirli. L’incertezza, i tassi di interesse in aumento e il progressivo esaurimento della spinta del PNRR stanno comprimendo la domanda, esponendo il settore a un concreto rischio di crisi sistemica”.
Particolare criticità riguarda i contratti privati, dove spesso mancano meccanismi chiari di revisione prezzi. In questo contesto, l’aumento dei costi viene scaricato soprattutto sui produttori, già sotto pressione sul fronte dei margini.
Prefabbricazione in calcestruzzo: l’appello di Assobeton
Assobeton richiama quindi la necessità di criteri trasparenti e condivisi lungo tutta la filiera, coinvolgendo committenti, general contractor e operatori. “Le imprese non possono essere lasciate sole ad assorbire l’impatto di una crisi che nasce fuori dal perimetro aziendale, ma si scarica integralmente sui contratti in corso - sottolinea il Presidente di Assobeton -. Senza criteri oggettivi di adeguamento prezzi, tempestività nelle decisioni e una maggiore responsabilità da parte di tutta la filiera, il rischio è compromettere la continuità dei lavori, gli investimenti e la tenuta industriale del comparto”.
