Procedura d’infrazione per l’Italia sui ritardi nei pagamenti: il rammarico dell’Ance

Edilizia di Marco Zibetti
“Per prima cosa è necessario allentare il Patto di stabilità interno per gli investimenti: altrimenti nessuna soluzione sarà efficace e duratura”, dichiara il presidente Paolo Buzzetti


Desta rammarico la decisione della Commissione Europea di procedere all’apertura della procedura di infrazione, estrema conseguenza delle numerose denunce che per primi come Ance nel 2012 abbiamo avanzato per spingere le pubbliche amministrazioni a pagare le imprese”, commenta il Presidente dell’Ance, Paolo Buzzetti, che aggiunge: “Il grave problema dei ritardati pagamenti, nonostante alcuni passi in avanti, continua a essere un macigno per le imprese di costruzione. Il nostro settore è infatti il più penalizzato perché i pagamenti in conto capitale, cioè delle opere pubbliche,  risentono negativamente del Patto di stabilità interno”.

I nostri dati ci dicono che ancora oggi le imprese edili attendono 210 giorni in media per vedere onorati i propri crediti nei confronti della Pa, con un arretrato che ammonta a ben 11 miliardi di euro. Siamo quindi ancora ben lontani dai 60 giorni previsti dalla Direttiva europea

Per questo motivo, per il presidente dei costruttori “è fondamentale sostenere il Governo nella sua battaglia in Europa per porre fine all’austerity assoluta e ottenere maggiore flessibilità per gli investimenti necessari per far ripartire l’Italia”.

Per prima cosa è necessario allentare il Patto di stabilità interno per gli investimenti: altrimenti nessuna soluzione alla piaga dei ritardati pagamenti sarà efficace e duratura”,  conclude Buzzetti. “Da questa decisione dipende il futuro del settore edile e quindi di migliaia di lavoratori”.


Questo sito utilizza i cookies per offrirti un'esperienza di navigazione migliore. Usando il nostro servizio accetti l'impiego di cookie in accordo con la nostra cookie policy.