Professioni: la proposta di legge sull’architettura piace agli architetti italiani

Professione di Marco Zibetti
"Una legge per la qualità e i concorsi in architettura è un nostro storico progetto. Siamo quindi grati agli Onorevoli Realacci, Rampelli e Mantini”, ha dichiarato il presidente del CNAPPC Freyrie


"Alcuni degli elementi fondanti della proposta di legge sull'architettura- quelli relativi a concorrenza, innovazione, investimento sul futuro attraverso la valorizzazione dei giovani -  dovrebbero essere inseriti nel prossimo DL Sviluppo: offrono infatti idee e proposte per sostenere, a costo zero, la crescita del nostro Paese".

Lo ha detto il presidente del Consiglio Nazionale degli Architetti, Pianificatori, Paesaggisti e Conservatori, Leopoldo Freyrie, nel corso della presentazione sulla proposta di legge per la promozione della qualità architettonica sottoscritta dagli onorevoli Realacci, (Pd),  Rampelli (Pdl) e Mantini (Udc) e da altre 138 parlamentari di maggioranza e opposizione.

"Una legge per la qualità e i concorsi in architettura - ha detto ancora Freyrie  - è un nostro storico progetto che risponde, innanzitutto, al principio che l'architettura non riguarda solo gli architetti o i costruttori ma, soprattutto, i cittadini. Siamo quindi grati agli Onorevoli Realacci, Rampelli e Mantini per aver presentato alla Camera la proposta di legge per l'architettura che prevede che le amministrazioni siano tenute a scegliere la realizzazione delle opere pubblicheattraverso concorsi di progettazione o di idee".
 
Sulla centralità del concorso nelle opere pubbliche  ha sottolineato che esso "pur non essendo uno strumento perfetto è tuttavia l'unico sistema di mediazione tra amministratori, cittadini e architetti per scegliere il futuro delle città. Certo, le Amministrazioni devono snellire le procedure anche in questo settore adottando, ad esempio, le modalità on line che consentono  concorsi agili e veloci. Tornare a bandire i concorsi significa, in ogni caso, ridare centralità alla progettazione nel nostro Paese, rendere trasparente il mercato, ma significa, innanzitutto, aprirlo  ai giovani professionisti".

"Proprio per fare ciò - ha continuato il presidente degli architetti italiani - e per superare gli sbarramenti legati all'entità del fatturato  abbiamo lanciato la proposta dei "Quaderni della giovane architettura" che, sul modello francese, possano permettere ai giovani di accedere alle gare - dalle quali altrimenti sarebbero esclusi - attribuendo ai loro progetti, anche se non ancora realizzati, un punteggio di merito utile ai fini della partecipazione alle  gare".

"Il Consiglio Nazionale - ha concluso - auspica che il Governo, e per esso il  Ministro Galan, voglia sostenere questa proposta di legge nella consapevolezza che essa è un importante passo in avanti compiuto proprio nella direzione da tempo indicata dagli architetti italiani".


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