Professionisti italiani e Governo a confronto

Costruttivo momento di confronto nella Sala Livatino del Ministero della Giustizia, a Roma. Si sono incontrati il Sottosegretario di Stato del Ministero della Giustizia, Jacopo Marrone, e i rappresentanti degli Ordini e Collegi vigilati dallo stesso Ministero.

L'obiettivo, dichiarato dal Sottosegretario, è quello di avviare un tavolo di confronto con le professioni ordinistiche che possa portare, entro il prossimo maggio, alla individuazione di alcuni provvedimenti normativi che vadano ad incidere sulle problematiche che riguardano la regolamentazione delle professioni e su alcuni aspetti che possano migliorare le condizioni di lavoro degli stessi professionisti. In particolare il Sottosegretario ha posto in evidenza la volontà di rivedere, da un lato, le norme che regolano le procedure elettorali degli ordini e collegi (in un'ottica di semplificazione) e, dall'altro, i provvedimenti che garantiscano la dignità del lavoro professionale, in particolare per ciò che attiene alla effettiva applicazione del principio dell'equo compenso.

La Rete delle Professioni Tecniche e il Comitato Unitario delle Professioni, in maniera unitaria, hanno illustrato al Sottosegretario alcune problematiche meritevoli di un'azione da parte del Ministero. La Rete delle Professioni Tecniche ha posto, in particolare, l'accento sulla necessità di completare il processo di riforma degli ordinamenti professionali, avviato nel 2011-2012, intervenendo tra l'altro sulla disciplina dell'obbligo assicurativo, sulle modalità di espletamento dell'obbligo della formazione continua, sulla semplificazione delle procedure di istituzione e gestione dei consigli di disciplina. Per poi fare un accenno anche all'urgenza di aggiornare ed adeguare i compensi dei periti e dei consulenti tecnici d'ufficio (CTU) e alle criticità connesse all’ipotesi di costituire una centrale di progettazione. Il Comitato Unitario delle Professioni, inoltre, ha sottolineato la necessità di dare attuazione al principio di sussidiarietà sancito dall'articolo 5 della Legge 81/2017 (e.cl. Jobs Act del lavoro autonomo), individuando gli atti pubblici che possono essere rimessi ai professionisti ordinistici, e al principio dell'equo compenso, che deve essere elevato a "diritto" del professionista nei confronti di tutti i committenti, pubblici e privati.

Al termine dell'incontro il Sottosegretario ha fissato un nuovo tavolo di lavoro a gennaio, con l'obiettivo di individuare, entro il mese di maggio, i provvedimenti specifici che possano essere posti all'attenzione del Governo e del Parlamento. Nel frattempo gli Ordini e Collegi professionali sono stati invitati ad inviare, in forma sintetica, le richieste e le proposte già elaborate sulle tematiche oggetto di interesse delle specifiche categorie.