Professionisti tecnici “marginalizzati e indeboliti”?

di Marco Zibetti
Professionisti tecnici sotto pressione: I rappresentanti del settore contestano Conto Termico 3.0 ed esperti catastrofali, chiedendo un confronto con il Governo

Nuove norme e abilitazioni rischiano di ridimensionare il futuro dei professionisti tecnici. Fondazione Inarcassa, insieme a sindacati e associazioni di categoria, lancia un allarme su alcuni recenti interventi normativi che, secondo le organizzazioni del settore, starebbero progressivamente riducendo il ruolo di architetti e ingegneri iscritti agli albi. Al centro della contestazione ci sono il nuovo Conto Termico 3.0 e la figura degli esperti assicurativi catastrofali, considerati esempi di un sistema che crea percorsi paralleli rispetto alle competenze già riconosciute dalla legge.
Nel caso del Conto Termico 3.0, le critiche riguardano l’obbligo di affidare le diagnosi energetiche a soggetti in possesso di certificazioni ‘volontarie’ per poter accedere agli incentivi. Una scelta che, secondo le associazioni, penalizzerebbe i professionisti abilitati, nonostante le loro competenze siano già validate dal percorso universitario e dall’iscrizione agli ordini. Il rischio, denunciano, è quello di “svuotare di valore il titolo di studio e l’abilitazione professionale” a favore di attestazioni rilasciate da enti terzi.
Preoccupazioni analoghe emergono anche sulla nuova figura degli esperti assicurativi catastrofali istituita presso CONSAP con la Legge n. 59/2026. La norma attribuisce a questi professionisti l’accertamento e la stima dei danni agli immobili, introducendo un’abilitazione autonoma esterna al sistema ordinistico. Secondo le sigle firmatarie, ciò comporterebbe una sovrapposizione con attività già svolte dai tecnici iscritti agli albi, che potrebbero essere obbligati a iscriversi anche a questo nuovo elenco per continuare a operare nelle perizie.

La posizione e le richieste dei professionisti tecnici

Per le organizzazioni coinvolte, i due provvedimenti evidenziano una tendenza sempre più marcata alla creazione di ‘riserve di attività’ separate rispetto alle professioni regolamentate. Un modello che, oltre a incidere sulla concorrenza, rischierebbe di indebolire le garanzie offerte ai committenti, come formazione continua, assicurazione professionale obbligatoria e rispetto dei codici deontologici.
Fondazione Inarcassa, Confprofessioni, Confedertecnica, Aidia, Ala Assoarchitetti & Ingegneri, Federarchitetti, Federazione Nazionale Asso Ingegneri Architetti, Fidaf, Inarsind, ANTEC e Singeop chiedono quindi l’apertura di un confronto con la politica per rivedere le misure contestate e riaffermare il ruolo delle professioni tecniche regolamentate nei settori legati alla sicurezza degli edifici, alla gestione delle emergenze e alla transizione energetica.


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