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Qualità e innovazione nel centro storico di Roma

Energie rinnovabili di
Latitude Solar AB in collaborazione con O.S. Energheia srl realizza la copertura fotovoltaica della nuova sede del Municipio II nel centro di Roma.


Tutto ha inizio nel 2006 quando il comune di Roma concede alla società sintesi 2005 srl a titolo di diritto di superficie l'area sita in Roma via Tripoli n. 142/144. La società Sintesi 2005 srl specializzata nella progettazione, realizzazione e gestione di parcheggi, in quel sito realizza  un parcheggio multipiano, box auto e superficie coperta destinata ad uso commerciale.

L'opera realizzata è composta da 4 piani fuori terra ed due interrati. La zona dov'è allocata l'opera, denominata quartiere africano,  è a forte densità abitativa. Il parcheggio, oggi, è un punto di riferimento ed una realtà economica importante. La tecnica utilizzata per la costruzione si incastra bene nel contesto del quartiere e la stessa costruzione  è conforme alle politiche del rispetto della persona e dell'ambiente. L'apprezzamento della gente per l'opera svolta, la centralità, la visibilità nonchè la cura per il servizio ha invogliato il Municipio II a realizzare all'ultimo piano la propria sede. Per questo fine il Municipio II nel corso dell'anno 2010 concede alla sintesi autorizzazione alla nuova costruzione di un nuovo piano, il 5, capace di contenere i propri uffici. Il nuovo piano è un gioiello di architettura innovativa capace di  esprimere valori importanti per l'ambiente attraverso il risparmio energetico e l'utilizzo di fonti rinnovabili/fotovoltaico.

Latitude Solar AB in collaborazione con O.S.Energheia srl in qualita' di coordinatore ha sviluppato ogni fase del progetto per la migliore realizzazione di un impianto fotovoltaico capace di condividere e conciliare diversi aspetti: economici, estetici, ambientali, funzionali e sociali. Il principio organizzativo utilizzato e' stato di tipo semplice: miglior utilizzo della risorsa umana, utilizzo di prodotti di alta fascia, controllo quotidiano delle fasi di lavoro. Coloro i quali hanno partecipato alla realizzazione del progetto hanno espresso il meglio poichè consapevoli del fatto che l'impianto è tra i più grandi realizzati a ridosso del centro storico di Roma.

Quest'ultimo fattore,  ha responsabilizzato ed entusiasmato  ogni tipo di maestranza utilizzata. Tutti si sono sentiti coinvolti nel progetto, mai però trascurando la sicurezza che è un fattore vincente tanto quanto la cura dei particolari, la funzionalità dell'impianto nonchè il risultato economico. Il lavoro si è svolto nell'arco di 30 gg, non è stato affatto agevole la realizzazione dell'impianto tenuto conto delle temperature particolarmente rigide per Roma, 25 novembre- 27 dicembre, tali da non consentire un confortevole movimento sul tetto. Le festività hanno avuto un ruolo importante nella movimentazione dei mezzi di  trasporto e poi la logistica di cantiere. E' stato necessario utilizzare una grande grù per sollevare i numero 918 moduli che dal piano strada sono stati collocati al quinto piano.
  
Il modulo impiegato nell'installazione è un modulo policristallino P6/60-240 prodotto in Svezia da LATITUDE SOLAR AB. Modulo che rende merito all'ingresso dei raggi solari grazie alle perfette scelte tra celle e vetro. il mix rende possibile una maggior producibilità, una garanzia nella durata ed una  particolare bellezza visiva del modulo. L'impianto fotovoltaico denominato FTVSINTESI è stato dotato di numero 2 inverter Kaco XP 100HV nota azienda tedesca in grado di coniugare forza, qualità ed efficenza. La potenza dell'impianto è pari a 220,32 kWp. I n. 918 moduli hanno occupato una superficie di 1496 mq.. La producibilità dell'impianto è stimata in 280.184 kWh/anno. L'impianto in 24 g.g. ha prodotto 20.800 kWh con una media giornaliera invernale di 866,66 kWh. I dati sono molto confortanti.


Intervista a... Francesco Nastasi, Country Manager Latitude solar Italia

Quali sono i punti di forza di Latitude Solar?

Diciamo che fondamentalmente sono due gli aspetti più importanti del nostro prodotto che attraggono il mercato: la performance e la qualità.

Quando parliamo di performance ci riferiamo ad un motore, all’interno del modulo, che sprigiona tanti KW/h rispetto ai Kw di picco nominali per cui il modulo è targato. Questo perché abbiamo fatto delle scelte progettuali che hanno messo insieme una determinata componentistica in un modo opportunamente scelto da noi. Abbiamo messo insieme celle Q-cells, le abbiamo assortite in modo da ottenere il miglior risultato e poi abbiamo utilizzato il vetro Saint-Gobain albarino P. Questo vetro è un vetro prismatico che consente di catturare il sole all’alba e al tramonto (il raggio solare, nonostante il sole sia basso, viene normalizzato e catturato e in questo modo non esce riflesso).

Inoltre, abbiamo fatto in modo, a livello costitutivo, di avere il triplo bus bar, per ridurre le perdite di corrente nella stringa di celle e ciò aiuta a far passare più corrente e ad avere più energia.

Per quanto riguarda la qualità abbiamo deciso di utilizzare dei materiali che nel tempo avessero un comportamento costante. Il modulo, essendo un prodotto che sta all’esterno, è soggetto a più fenomeni atmosferici (escursioni termiche, polveri, ambiente acido, ecc.), è sicuramente importante avere moduli concepiti con prodotti di classe superiore. Quindi il vetro è di tipo prismatico Saint-Gobain (leader mondiale nella produzione dei vetri). Questi sono vetri temprati e texturizzati, ma è necessario che gli stessi mantengono inalterate le proprie caratteristiche e che siano praticamente indistruttibili (un vetro di bassa qualità all’inizio lavora bene, ma poi si opacizza e inficia sulle caratteristiche del modulo).

Il vetro deve catturare i raggi solari, inciderli sulla cella e proteggerla. Qualità per noi vuol dire mantenere inalterate le proprie caratteristiche tecniche nel tempo, performance vuol dire invece avere da subito e nel tempo un alto livello di produzione di energia elettrica. Il modulo è inoltre certificato secondo le due norme IES. Abbiamo poi altri test aggiuntivi che stiamo portando avanti.

Questo oggi è il prodotto di Latitude Solar che veicola il mercato (di altissimo grado tecnico). Il mercato ha molto apprezzato questo prodotto, infatti ci sono delle regioni che sono “fiori all’occhiello” (ad es. la Toscana, il Piemonte, Lazio e il Veneto); noi comunque siamo presenti in tutta Italia perché tutto viene venduto dai nostri partner installatori.

Latitude Solar è da poco in Italia, quali sono i suoi obiettivi per il futuro?

Latitude Solar è un’azienda scandinava, i soci fondatori sono Danesi ma lo stabilimento di produzione è nella Lapponia, in Svezia) e in questi Paesi la qualità è un qualcosa di imprescindibile per via delle condizioni climatiche.

Noi Abbiamo nel dna la qualità alla quale abbiamo voluto aggiungere la performance per creare un prodotto unico. Oggi si contano sulle dita di una mano i veri competitors di Latitude Solar. Abbiamo avuto dei casi di nostri operatori che hanno installato marchi più conosciuti di Latitude Solar ma poi non si sono dimostrati all’altezza dei nostri, questo perché il modulo effettivamente funziona.

Siamo entrati in Italia l’anno scorso creandoci delle piccole isole provinciali dove abbiamo proposto il nostro prodotto, inizialmente di piccole taglie, per poi dimostrare che dai numeri piccoli si può crescere perché ci sono i valori che abbiamo detto: qualità e performance. Siamo quindi entrati in punta di piedi nel mercato Italiano che poi ci ha premiato e dato l’opportunità di crescere.

Il nostro obiettivo è quello di raggiungere una capillarità sempre maggiore, non dal punto di vista del volume, ma dal punto di vista della consapevolezza da parte dei nostri clienti che esiste oggi un prodotto di assoluta qualità che rappresenti un investimento efficace per l’utente finale.

Investire su un nostro modulo costa meno perché producendo più energia può essere ammortizzato prima e essendo qualitativamente superiore non si rompe e non deve essere sostituito. Per noi questo concetto è di fondamentale importanza e desideriamo trasmetterlo soprattutto agli utenti finali e creando un’emozionalità quindi si va a vendere un modulo come il nostro.

Come hanno influito le ultime decisioni in tema di energia a livello legislativo sulle Vostre attività?

L’anno è iniziato molto più lento di quello che ci si poteva aspettare. Il terzo conto energia prevedeva 3 scaglioni quadrimestrali e il mercato si aspettava una certa continuità, in linea con l’ultimo trimestre 2010,  in termini di volumi venduti. Invece c’è stato un brusco rallentamento in quanto molti impianti del 2010 dovevano essere ultimati e anche per via delle condizioni meteorologiche di gennaio, il nostro è un mercato “stagionale” e gennaio e febbraio sono mesi poco “fertili”.

Ciò era in antitesi con quello che si ritenesse fosse il trend del mercato perché con le tariffe che sarebbero cambiate in Aprile le aziende avrebbero dovuto correre. A marzo è poi uscito il blocco del terzo conto energia che preludeva ad un quarto conto energia, diffondendo l’incertezza sulle tariffe e bloccando parte del mercato.

Per quanto riguarda Latitude Solar abbiamo registrato un rallentamento su quelle che erano le nostre idee, ma facendo un confronto con l’anno scorso, quest’anno abbiamo venduto di più anche perché l’anno scorso non c’era una struttura di Latitude Solar in Italia.

Nel settore fotovoltaico c’è un mercato degli “scarti” di produzione dei pannelli in Europa? E se ci sono degli scarti, come sono riutilizzati?

Per noi è abbastanza presto parlare di questo argomento perché l’azienda è relativamente giovane e inoltre per noi anche uno scarto minimo è “oro” in quanto i nostri moduli, come minimo, per 20 anni stanno su standard molto alti.

Per fare una provocazione direi che in tanti impianti il modulo ormai è diventato il 30% del valore dell’impianto totale di contro per noi si attesta ancora al 55/60% del valore dell’impianto. Questa differenza la dobbiamo riconoscere a chi ci fornisce il materiale di qualità: Q-cells, Saint-Gobain, e Tyko.

Un’azienda solida guarda con ambizione al futuro ed è attenta a fare determinate scelta. Realizzare grandi volumi ci interessa nella misura in cui “facciamo tanto mercato”  e quindi tanti piccoli impianti.

Per quanto riguarda il riciclo degli impianti si potrebbe effettuare un re-powering degli impianti esistenti, alcuni dei quali risalgono ad una decina di anni fa. Gli impianti sostituiti potrebbero essere destinati, con molti benefici, a quei mercati che hanno uno scarso accesso all’elettricità come potrebbero essere i paesi del terzo mondo.

Questa potrebbe essere inoltre un ottima opportunità di business per i nostri impianti: il modulo esausto si può portare nei paesi poveri e nel frattempo, in Italia, beneficiare di tariffe vecchie di 10 anni, quindi molto vantaggiose, sfruttando moduli nuovi che pompano molta più energia. Questo consentirebbe anche di coprire i costi per il trasporto dei moduli usati nei paesi più poveri.

Un forte impulso a tale iniziativa è dato quindi dall’economicità, dobbiamo fare in modo che il Terzo Mondo non diventi la nostra “pattumiera” di moduli e quindi questa iniziativa deve essere effettuata nel giusto modo.

 

* Questo articolo è tratto da Comunicare Energia, N° 3 Mag-Giu 2011.
 
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