Quanto vale davvero il patrimonio immobiliare italiano e quanto pesa sulle famiglie e sui conti pubblici? Una nuova fotografia del settore restituisce numeri che aiutano a comprendere meglio la dimensione economica della casa nel nostro Paese, ma anche le differenze nell’accesso alla proprietà e le sfide legate ai consumi energetici.
È quanto emerge dalla nona edizione di “Gli immobili in Italia”, il volume realizzato dal Dipartimento delle Finanze del Ministero dell’Economia e delle Finanze insieme all’Osservatorio del mercato immobiliare dell’Agenzia delle Entrate, disponibile sui rispettivi siti.
Secondo l’analisi, il valore complessivo degli immobili residenziali in Italia supera i 6.000 miliardi di euro. Circa tre famiglie su quattro vivono in una casa di proprietà, mentre la fiscalità legata agli immobili genera ogni anno un gettito di circa 42 miliardi di euro, pari al 7,7% delle entrate fiscali complessive.
Il rapporto mette insieme informazioni fiscali, catastali, reddituali e relative al mercato per ricostruire una fotografia dettagliata della ricchezza immobiliare e della sua distribuzione sul territorio. L’analisi prende in considerazione circa 26,7 milioni di contribuenti proprietari di immobili e consente di mettere in relazione patrimonio, reddito e capacità economica.
La fiscalità immobiliare
Una parte dell’indagine è dedicata al ruolo delle entrate derivanti dagli immobili nel finanziamento della spesa pubblica, con particolare attenzione alla finanza locale. Il volume approfondisce anche l’efficienza dell’attività amministrativa dei Comuni attraverso l’utilizzo combinato di banche dati e tecniche di machine learning, strumenti che permettono di valutare le performance locali e le modalità con cui viene esercitata l’autonomia tributaria.
Accesso alla casa ed efficienza energetica
Il rapporto si concentra anche sulle difficoltà di accesso all’abitazione, che presentano differenze rilevanti tra territori e fasce di popolazione. Particolare attenzione viene riservata agli under 36, che mostrano una minore capacità di acquistare una casa rispetto ad altri gruppi, ricorrendo maggiormente al credito e sostenendo un’incidenza più elevata delle spese abitative sul reddito.
Un ulteriore approfondimento riguarda l’efficienza energetica degli edifici. L’incrocio tra caratteristiche del patrimonio, consumi domestici e interventi edilizi permette di analizzare il rapporto tra qualità degli immobili, costi energetici e condizioni di vulnerabilità, evidenziando ampi margini per ridurre i consumi e ottenere risparmi sia per le famiglie sia per il sistema nel suo complesso.