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Quarto Conto Energia per il fotovoltaico: il Decreto in bozza

Energie rinnovabili di
A cura di... Dott.ssa Sara Sambrotta e Ing. Andrea Azzalin, certificatore energetico ed esperto nel campo delle energie rinnovabili.


I commenti e le perplessità sollevate dalle associazioni di categoria dopo l’uscita dal decreto sulle fonti rinnovabili ha spinto il Commissario Europeo per l’energia, Günther Oettinger, ad inviare una lettera al Ministro dello Sviluppo Economico, Paolo Romani, per esprimere le proprie preoccupazioni sul Dlgs 28/2011 attuativo della Direttiva 2009/28/CE e, in particolar modo, sulle modifiche degli incentivi per il fotovoltaico.

Le modifiche alla disciplina degli incentivi per le rinnovabili, che compromettono direttamente o indirettamente investimenti in corso - si legge nella lettera -, sollevano serie preoccupazioni tra gli investitori, sia nazionali che internazionali”. “Con la direttiva 2009/28/CE - ricorda il Commissario - l’Unione Europea si è impegnata ad aumentare la quota di energia da fonti rinnovabili nel proprio mix energetico, fissando obiettivi nazionali obbligatori per il 2020”. “L’Italia è tenuta a raggiungere la quota del 17% dei consumi finali lordi di energia da fonti rinnovabili entro l'armo 2020”. Oettinger raccomanda al Ministro Romani e al governo italiano di definire quanto prima un quadro interno d’incentivazione chiaro, stabile e prevedibile, per garantire lo sviluppo delle rinnovabili, senza correre il rischio che i necessari investimenti privati siano rimandati e diventino più costosi, ostacolando cosi il raggiungimento degli obiettivi europei. Il Commissario Europeo ricorda che la Commissione ha riconosciuto la necessità di sostenere l’evoluzione della tecnologia e di fornire incentivi proporzionati ai costi decrescenti degli investimenti nelle rinnovabili. Ma senza dimenticare che le modifiche che alterano il ritorno finanziario dei progetti esistenti rischiano di violare principi generali di diritto nazionale e comunitario, ma soprattutto di compromettere la stabilità degli investimenti nel settore, con possibili ripercussioni sulla ripresa economica. Per questi motivi, il Commissario Oettinger invita cortesemente” il Ministro Romani ad “attuare la direttiva 2009/28/CE in maniera stabile e prevedibile e ad essere particolarmente cauto nel considerare misure che possano avere ripercussioni sugli investimenti già effettuati”.

E’ il 19 aprile e la bozza di decreto interministeriale Sviluppo-Ambiente, che andrà all’esame delle Regioni il 20 aprile 2011, stabilisce i criteri per incentivare la produzione di energia elettrica da impianti solari fotovoltaici e lo sviluppo di tecnologie innovative per la conversione fotovoltaica. La bozza prevede, nelle premesse, la diminuzione delle tariffe che da un lato punti ad un allineamento graduale dell’incentivo pubblico con i costi delle tecnologie, in linea con le politiche adottate nei principali paesi europei e, dall’altro, mantenga stabilità e certezza sul mercato. Le disposizioni si applicheranno agli impianti che entrano in esercizio dal 1 giugno 2011 e fino al 31 dicembre 2016, a livello nazionale è stato indicato un obiettivo di potenza installata di circa 23.000 MW corrispondente a 6 – 7 miliardi di euro all’anno di incentivi. Dal 1 giugno 2011 fino al 31 dicembre 2012 è previsto un regime transitorio differenziato tra grandi e piccoli impianti: i grandi impianti fotovoltaici sono ammessi al regime di sostegno per un totale di 820 mln (447 mln fino a dicembre 2011, 373 mln fino alla fine del 2012) per un obiettivo di potenza complessiva di 3100 MW (1350 nel primo periodo, 1750 per quel che riguarda il 2012); i piccoli impianti “sono ammessi all’incentivo senza limiti di costo annuo, fatte salve le riduzioni tariffarie” previste in una tabella che comprende incentivi a scalare.

Dal 2013 fino al 2016, dovrebbe trovare attuazione anche in Italia il cosiddetto “modello tedesco”, un meccanismo simile a quello usato in Germania, con gli incentivi che diminuiscono all’aumentare della potenza installata e con le tariffe che si riducono una volta superati i limiti annuali. In questo modo saranno aiutati soprattutto i piccoli impianti e quelli su zone in stato di degrado come capannoni industriali abbandonati o terreni contaminati. In questo modo saranno evitate soprattutto molte speculazioni che avevano caratterizzato il settore fino a questo momento.

Quanto inserito nella bozza sarà sicuramente oggetto di nuove considerazioni degli addetti ai lavori che potrebbero portare a modificarne il testo con la speranza che il mercato del fotovoltaico possa riprendere e che la gente venga nuovamente ed ulteriormente sensibilizzata.



* Questo articolo è tratto da Comunicare Energia, N° 3 Mag-Giu 2011.
 
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