Requisiti Minimi: il commento delle imprese della riqualificazione

di Marco Zibetti
Il nuovo Decreto Requisiti Minimi apre la strada a edifici più efficienti, ma per accelerare la riqualificazione serve anche altro. Ne parla Rete Irene

I nuovi Requisiti Minimi segnano una tappa significativa nel percorso verso un patrimonio edilizio più efficiente e sostenibile. Ma perché la transizione energetica possa davvero accelerare, non bastano norme più severe: servono strumenti capaci di trasformare gli obiettivi in interventi concreti. Un tema che è tornato al centro del dibattito durante la Milano Green Week, dove istituzioni e operatori del settore si sono confrontati sulle sfide che attendono il comparto delle costruzioni.
Nel corso dell’evento “Riqualificazione energetica degli edifici: politiche, tecnologie e modelli per accelerare la transizione”, promosso da Kyoto Club e Legambiente, Manuel Castoldi, presidente di Rete Irene, ha evidenziato l’importanza dell’entrata in vigore del nuovo Decreto Requisiti Minimi, definendolo un passo avanti verso un’edilizia più efficiente e coerente con gli obiettivi fissati dall’Europa.

Rete Irene dice la sua sul Decreto Requisiti Minimi

Secondo Castoldi, il punto critico non riguarda tanto l’impostazione tecnica delle nuove disposizioni, quanto la capacità del sistema Paese di sostenere concretamente il cambiamento. “Requisiti più stringenti significano maggiore qualità degli interventi, minori consumi e un aumento del valore degli immobili”, ha ricordato, sottolineando però che senza adeguati strumenti finanziari, incentivi stabili e modalità di accesso sostenibili per le famiglie, il rischio è che gli obblighi normativi non producano gli effetti attesi o finiscano per rallentare il processo di riqualificazione.
Per il presidente di Rete Irene, un ruolo decisivo sarà svolto dal recepimento della direttiva EPBD. Un passaggio che, a suo avviso, non dovrebbe essere interpretato come un semplice adeguamento legislativo, ma come l’occasione per costruire una strategia industriale e finanziaria di lungo periodo dedicata alla riqualificazione del patrimonio immobiliare italiano.
Castoldi ha infine evidenziato la necessità di valorizzare le risorse europee disponibili e gli spazi di flessibilità indicati dalla Commissione, così da sviluppare strumenti efficaci e rendere la transizione energetica realmente accessibile a cittadini e famiglie.


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