Riforma delle professioni: ecco l’atteso emendamento

di Marco Zibetti
La riforma delle professioni introduce novità sulla responsabilità civile dei progettisti. Fondazione Inarcassa le chiedeva da tempo. Vediamo di cosa si tratta

La riforma delle professioni torna sotto i riflettori, con un focus cruciale: la responsabilità civile dei professionisti tecnici. Dopo anni di richieste da parte della Fondazione Inarcassa, la Commissione Giustizia del Senato si prepara a discutere un emendamento al disegno di legge delega S. 1663 che potrebbe finalmente ridefinire i confini della responsabilità dei progettisti. Una mossa che promette di ridurre rischi e incertezze per migliaia di professionisti dell’area tecnica, ma che richiede il sostegno di tutte le forze politiche per essere efficace.
L’emendamento propone tre interventi principali: la responsabilità del progettista sarà riconosciuta solo in caso di dolo o colpa grave; la responsabilità solidale verso gli eredi verrà ridotta; e gli errori tecnici saranno rilevanti solo se riconoscibili come tali al momento della progettazione.

Riforma delle professioni: il commento di Fondazione Inarcassa

“Alla proposta emendativa va tutto il nostro sostegno e supporto - sottolinea il Presidente della Fondazione Inarcassa, Andrea De Maio -. Sin dall’inizio, abbiamo rilevato l’assenza del tema della responsabilità civile professionale tra i principi del disegno di legge delega, che mira a una revisione generale delle professioni ordinistiche”.
Secondo la Fondazione, l’attuale quadro normativo ha ampliato eccessivamente la responsabilità civile dei tecnici, includendo profili che possono estendersi persino agli eredi. Questo disallineamento tra responsabilità attribuita e reale capacità d’intervento del professionista genera incertezza operativa e frena l’ingresso dei più giovani nella libera professione.
L’emendamento 2.68, ora all’esame della Commissione Giustizia, punta a correggere queste criticità. “Continueremo a richiamare l’attenzione del Legislatore su questo tema attraverso approfondimenti tematici che la Fondazione sta sviluppando da tempo”, aggiunge De Maio.
Il messaggio è chiaro: il sostegno politico è fondamentale per assicurare una disciplina più equilibrata, proteggere i professionisti e garantire la continuità del comparto delle costruzioni, sempre più minacciata dall’incertezza normativa.


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