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Riforma delle professioni: le criticità ancora da risolvere

di Marco Zibetti
Mentre la riforma delle professioni entra nel dibattito parlamentare, gli ingegneri chiedono regole chiare su competenze, responsabilità e tutela dei cittadini

La riforma delle professioni rappresenta un passaggio decisivo per il futuro degli ingegneri italiani, tra la necessità di tutelare i cittadini e quella di valorizzare il lavoro dei professionisti. Il tema è stato affrontato nel corso del 70° Congresso Nazionale degli Ingegneri, durante un confronto che ha coinvolto rappresentanti delle istituzioni, del mondo politico e degli ordini professionali. Al centro della discussione, le prospettive di cambiamento del sistema ordinistico e le questioni ancora da chiarire in vista dei prossimi passaggi legislativi.

Riforma delle professioni, il confronto al Congresso degli Ingegneri

Il terzo panel del 70° Congresso Nazionale degli Ingegneri, intitolato Nuove frontiere, nuove responsabilità, ha posto l'attenzione sulla revisione degli ordinamenti professionali. Per il Consiglio Nazionale degli Ingegneri (CNI), il punto di partenza deve essere la qualità delle prestazioni, considerata essenziale sia per la tutela dei cittadini sia per lo sviluppo del Paese. L'obiettivo è elaborare proposte condivise da sottoporre al legislatore.
A illustrare la posizione del CNI è stata la vicepresidente vicaria Carla Cappiello, che ha evidenziato alcune criticità legate alla definizione delle competenze e delle responsabilità. In particolare, ha richiamato l'attenzione sulla necessità di precisare nei decreti attuativi il momento dal quale decorre la prescrizione professionale, individuando con chiarezza l'inizio della prestazione. L'intento è evitare vuoti normativi e garantire un'adeguata tutela sia ai professionisti sia ai cittadini.
Il viceministro della Giustizia, Francesco Paolo Sisto, ha descritto l'iter della riforma come ormai avanzato. Dopo l'approvazione di un ramo del Parlamento, il provvedimento è atteso al vaglio dell'altro. Secondo Sisto, l'intervento punta ad aggiornare norme che rischiano di ostacolare l'evoluzione delle professioni, compresa quella degli ingegneri.
Il senatore del Movimento 5 Stelle, Stefano Patuanelli, ha invece sottolineato l'importanza di apportare alcune modifiche durante l'esame alla Camera, così da trovare un equilibrio tra la tutela di chi subisce un danno e i tempi entro cui il professionista può essere chiamato a risponderne.
Sul fronte della formazione, Carmela Pierri, dirigente del Ministero dell'Università e della Ricerca, ha annunciato che il tavolo dedicato a facilitare l'accesso dei laureati in ingegneria alla professione dovrebbe concludersi a ottobre. Il lavoro riguarda anche la revisione del percorso per l'esame di Stato, con una maggiore attenzione al rapporto tra conoscenze e competenze.


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