La Riforma Forense torna sotto i riflettori, ma desta preoccupazione tra le altre professioni. Il rischio, secondo il CNAPPC, è che le modifiche all’ordinamento degli avvocati possano incidere negativamente sulle competenze di architetti, pianificatori, paesaggisti e conservatori.
A lanciare l’allarme è Massimo Crusi, Presidente del Consiglio Nazionale degli Architetti, Pianificatori, Paesaggisti e Conservatori (CNAPPC): “Non possiamo che esprimere la nostra preoccupazione per l’esito dei lavori svoltisi nei giorni scorsi presso la Commissione Giustizia della Camera dei Deputati, durante l’esame del DDL Ordinamento Forense”.
Crusi sottolinea come una riforma professionale non possa limitarsi a intervenire sulle competenze di altre categorie: “Non può e non deve affrontare in modo univoco le competenze degli altri professionisti e, come in questo caso, interferire, riducendo fortemente l’attività di consulenza tecnica che noi svolgiamo mettendo a disposizione competenze e conoscenze specifiche”.
Riforma Forense per gli architetti va contro il Ddl Professioni
Secondo il Presidente del CNAPPC, l’approccio adottato contrasta con l’intento dichiarato dal Ddl Professioni, che punta a valorizzare il ruolo economico, sociale e culturale di tutte le professioni: “Tutto ciò appare fortemente in contraddizione con il processo avviato attraverso il Ddl Professioni che, finalmente, voleva mettere in luce il potenziale di tutte le professioni e non solo di alcune”.
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