Riforma ordinamenti: cosa ne pensano gli ingegneri?

di Marco Zibetti
Tra timori e opportunità, il CNI prende posizione e rilancia il valore della riforma degli ordinamenti per rafforzare ruolo e identità delle professioni

Nel dibattito acceso sulla riforma degli ordinamenti professionali, troppo spesso si fa strada una narrazione sbilanciata. Il Consiglio Nazionale degli Ingegneri (CNI) interviene per chiarire la propria posizione e ristabilire un equilibrio nel confronto tra Governo e Ordini. La riforma, secondo il CNI, non è da temere, ma da cogliere come opportunità per rafforzare il ruolo sociale e pubblico delle professioni intellettuali.
“Il Consiglio Nazionale - afferma il presidente Angelo Domenico Perrini - ribadisce che ogni iniziativa di aggiornamento e razionalizzazione del quadro normativo deve essere letta come un’occasione per migliorare qualità, responsabilità e rilevanza delle professioni. Al tempo stesso, riteniamo fondamentale preservare ilsistema ordinisticoattuale, sotto la vigilanza del Ministero della Giustizia”.
Perrini sottolinea come la revisione del D.P.R. 137/2012, a oltre dieci anni dalla sua introduzione, risponda all’esigenza di adeguare il sistema ai cambiamenti del mercato del lavoro, della formazione, delle tecnologie. “Serve un ordinamento più moderno, inclusivo e trasparente, capace di tutelare i cittadini, valorizzare i giovani e riconoscere il ruolo pubblico delle professioni”.
Gli ingegneri, precisa il CNI, non temono il cambiamento, ma lo accompagnano con spirito costruttivo. Le proposte avanzate includono: obbligo di iscrizione all’Albo per chi esercita la professione, piena attuazione della laurea abilitante (legge 163/2021), e revisione del D.P.R. 169/2005 per assicurare regole elettorali più eque e rappresentative.

Riforma ordinamenti: le conclusioni del CNI

“È fuorviante - conclude Perrini - alimentare un clima di diffidenza su un processo riformatore ancora in fase iniziale. Auspichiamo che l’informazione restituisca il dibattito nella sua interezza, dando voce anche a chi, come noi, promuove un confronto aperto e orientato alla modernizzazione”.
Il CNI ribadisce infine la sua piena disponibilità a collaborare con Istituzioni e altri Ordini per costruire una normativa all’altezza delle sfide future, nel rispetto della competenza tecnica e dell’interesse del Paese.


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