La Riforma delle Professioni è destinata a a incidere sull'organizzazione e sulla rappresentanza dei liberi professionisti. Dal ruolo degli Ordini alle Società tra Professionisti, il testo approvato introduce principi che possono ridefinire alcuni aspetti chiave del settore. Ecco le novità evidenziate da Confprofessioni.
La Confederazione valuta positivamente il via libera in prima lettura della Commissione Giustizia del Senato al disegno di legge delega per la riforma degli ordinamenti professionali (AS 1663). Per il presidente Marco Natali, si tratta di “un primo passo fondamentale” e l'auspicio è che i quattro provvedimenti oggi all'esame del Parlamento, dedicati rispettivamente alla riforma generale degli ordinamenti, dei commercialisti, dell'avvocatura e delle professioni sanitarie, proseguano con un percorso coordinato, così da evitare sovrapposizioni e possibili conflitti tra le diverse categorie.
Secondo la Confederazione, il testo recepisce alcune richieste avanzate dalle rappresentanze professionali e definisce i criteri che orienteranno i futuri decreti legislativi. Tra gli aspetti più rilevanti figura un emendamento sostenuto da Confprofessioni che distingue in modo netto le competenze degli Ordini professionali da quelle delle organizzazioni sindacali. “Il Ddl delega stabilisce infatti che gli Ordini, in quanto enti pubblici non economici, agiscono a tutela dell'interesse pubblico e non esercitano attività sindacale - osserva Natali -. Viene così definito il quadro delle competenze, confermando le libere associazioni, quindi Confprofessioni, quali unici soggetti deputati alla tutela degli interessi dei liberi professionisti”.
Riforma Professioni: quali novità per le STP?
Giudizio favorevole anche sulle misure dedicate alle Società tra Professionisti (STP). Un altro emendamento, approvato in forma riformulata, punta infatti a eliminare gli ostacoli previdenziali che oggi penalizzano queste forme di aggregazione. L'obiettivo è superare il sistema che, in molte Casse autonome, comporta una duplicazione del contributo integrativo dovuta alla doppia fatturazione della stessa prestazione professionale. “Si tratta di un effetto distorsivo che penalizza i professionisti che si aggregano - evidenzia Natali -. La delega punta a eliminare questa anomalia, nel pieno rispetto del principio dell'unicità dell'obbligazione contributiva e della sostenibilità e dell'autonomia delle singole Casse di previdenza”.
Per Confprofessioni, il primo via libera parlamentare dimostra l'importanza del confronto con le rappresentanze professionali nella definizione di una riforma capace di rispondere alle esigenze del comparto. Natali ha inoltre ringraziato la senatrice Domenica Spinelli, prima firmataria dei due emendamenti approvati, oltre alla senatrice Erika Stefani e alla deputata Rosaria Tassinari per il sostegno fornito durante l'iter in Commissione.
