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Rigenerazione urbana in Lombardia: quali saranno le novità?

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Rigenerazione urbana in Lombardia: quali saranno le novità?
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Pietro Foroni, assessore regionale al Territorio e Protezione civile, ha partecipato all'incontro milanese 'Rigenerazione urbana e territoriale', annunciando la nuova legge

La Regione Lombardia s’è data un obiettivo preciso: discutere in Giunta la proposta di delibera sulla rigenerazione urbana entro un mese, per poi approvare il provvedimento in Consiglio regionale entro l'estate. Tempi strettissimi e una road map serrata di presentazione e confronto con gli Enti locali, le associazioni di categoria e i portatori d'interesse.

Un percorso condiviso

"Le linee guida della legge rappresentano la naturale continuazione del percorso, iniziato nella scorsa legislatura, della lotta al consumo di suolo, che porterà le città e i territori lombardi a essere più vivibili, accoglienti e senza zone di degrado sociale - ha detto Pietro Foroni, assessore regionale al Territorio e Protezione civile, a Milano, all'incontro 'Rigenerazione urbana e territoriale' -. Ho cercato di portare avanti un'iniziativa il più condivisa possibile e di accogliere i suggerimenti scaturiti dal confronto con tutti gli interlocutori".

Flessibilità e incentivi sulle necessità del territorio

"Recuperare l'esistente deve diventare più conveniente che costruire il nuovo, altrimenti la legge resterà solo un elenco di buoni intenti - ha sottolineato l'assessore -. L'obiettivo è quindi invertire la tendenza. Una parte della legge sarà immediatamente precettiva, poi cercheremo di tarare misure e incentivi sulla base delle necessità dei singoli territori. Cogliere le tante differenze e usare elasticità, accogliendo le indicazioni e le proposte che ci arriveranno, sarà, in questo senso, fondamentale".

"La legge sulla rigenerazione urbana non riguarda solo le aree dismesse - ha puntualizzato l'assessore - bensì tutto l'esistente, dalla singola ristrutturazione edilizia di un immobile, sino alla sua demolizione e ricostruzione. Lasceremo sei mesi ai Comuni per adeguarsi e introdurremo degli incentivi al fine di favorirne al più presto l'adozione. Ci aspettiamo un impatto significativo e un cambiamento culturale importante".