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Rincari: “Non si speculi sulle tensioni geopolitiche”

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Rincari: “Non si speculi sulle tensioni geopolitiche”
Le imprese lanciano l’allarme sui rincari dei materiali da costruzione e chiedono al Governo di agire per contenere gli effetti della crisi internazionale

Le tensioni internazionali tornano a far salire i prezzi e il settore delle costruzioni lancia l’allarme. Nelle ultime ore si moltiplicano infatti le segnalazioni di rincari sui materiali da costruzione, aumenti che le imprese giudicano difficili da giustificare e che rischiano di mettere sotto pressione l’intera filiera. Un segnale che riaccende il dibattito supossibili interventi per arginare gli effetti speculativi legati alla crisi geopolitica.
Secondo Federica Brancaccio, le prime avvisaglie sono arrivate quasi subito dopo l’inizio del Conflitto nel Golfo. “Già dopo poche ore dall’inizio del conflitto nel Golfo, abbiamo ricevuto le prime segnalazioni da parte delle nostre imprese di rincari dei materiali da costruzione, non solo derivati petrolchimici come il bitume, ma anche altri come l’acciaio. E comunque tutto quello che deve essere trasportato”, spiega la presidente dell’Associazione Nazionale Costruttori Edili (ANCE). Con il passare dei giorni, aggiunge, le segnalazioni sono diventate centinaia.
Brancaccio accoglie positivamente l’attenzione del Governo e l’ipotesi di misure specifiche, oltre alla richiesta del ministro dell’Economia, Giancarlo Giorgetti, di un piano a livello europeo. “Purtroppo gli effetti sulle materie prime sono già pesanti e riguardano tutta la filiera dell’edilizia impegnata in uno sforzo importante per portare a termine i lavori del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza nei tempi previsti”.

Rincari: la proposta dell’Ance

Per questo l’Ance propone di riprendere un meccanismo già adottato in occasione della Guerra in Ucraina. “Adottare uno strumento simile a quello che fu introdotto già per la guerra in Ucraina, che sterilizzava l’aumento del gettito fiscale derivante dall’incremento dei prezzi, e di estenderlo a tutte le materie prime che risentono in modo diretto o indiretto della crisi in atto”.
Secondo l’associazione dei costruttori, una misura di questo tipo avrebbe un impatto contenuto sui conti pubblici, facilmente monitorabile e senza rischi di dispersione delle risorse o perdita di controllo della spesa.


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