Ripristino della natura e sviluppo edilizio possono procedere nella stessa direzione? È questo il nodo al centro del confronto aperto dal Governo con il mondo delle costruzioni. L'obiettivo è trovare un equilibrio tra tutela ambientale e trasformazione del territorio, evitando che le nuove regole possano rallentare interventi strategici per il patrimonio immobiliare e la pianificazione urbanistica.
Il sottosegretario alle Infrastrutture e ai Trasporti, Tullio Ferrante, ha annunciato in Commissione Ambiente della Camera l'avvio di un tavolo di confronto con Ance e gli operatori del comparto per definire un Piano nazionale di ripristino della natura (la cosiddetta Nature Restoration Law) che sia condiviso e concretamente applicabile. L'iniziativa arriva in risposta a un'interrogazione dell'on. Erica Mazzetti (FI), che ha richiamato le criticità evidenziate da Ance sulla bozza predisposta dal Ministero dell'Ambiente con il supporto di Ispra in attuazione del Regolamento Ue 2024/1991, la Nature Restoration Law.
Tra le principali preoccupazioni del settore figura l'articolo dedicato agli ecosistemi urbani, ritenuto eccessivamente restrittivo. Secondo le associazioni delle costruzioni, le misure previste rischierebbero difrenare l'attività edilizia, comprese le iniziative per incrementare l'offerta di housing accessibile.
L'interrogazione richiama inoltre le disposizioni che limiterebbero il consumo di suolo e che potrebbero incidere sull'approvazione di strumenti urbanistici e sul rilascio dei titoli edilizi. Viene poi sottolineata la necessità di coordinare il Piano con la futura normativa sulla rigenerazione urbana, con il nuovo Codice delle costruzioni, con la riforma del Testo Unico dell'Edilizia e con la direttiva Case Green.
Ripristino della natura: le rassicurazioni del Ministero
Ferrante ha spiegato che il Piano è ancora in fase di elaborazione e che il percorso sarà caratterizzato da un ampio coinvolgimento degli stakeholder. Nel corso di luglio sono infatti previsti tavoli tematici permanenti, tra cui uno dedicato ad Anci e Ance, per garantire un confronto costante con gli operatori del settore.
Il sottosegretario ha inoltre ricordato che gli effetti delle misure saranno valutati anche nell'ambito della Valutazione Ambientale Strategica, che prevede ulteriori momenti di consultazione pubblica. Ha infine evidenziato come le garanzie introdotte dalla Conferenza Unificata e il coinvolgimento delle autonomie locali contribuiscano a ridurre il rischio di conflitti con la pianificazione urbanistica comunale.
In conclusione, Ferrante ha ribadito la volontà di integrare gli obiettivi di tutela ambientale con quelli di rigenerazione urbana, valorizzazione del patrimonio edilizio, efficientamento energetico e riduzione del consumo di suolo, richiamando il Piano Casa, il nuovo Codice delle costruzioni e la riforma del Testo Unico dell'Edilizia come strumenti chiave di questo percorso.
