Il 17 luglio a Villa Panza nuovo appuntamento con gli eventi organizzati dall’Ordine degli Architetti di Varese per festeggiare il 50° della fondazione. Questa volta i riflettori si accenderanno per due ospiti di livello internazionale: Paola Antonelli, curatrice del dipartimento di Architettura e Design del Museum of modern art - MoMA di New York; Luisa Bocchietto, presidente nazionale dell’Associazione per il disegno industriale - Adi, associazione promotrice del premio Compasso d’Oro (nato nel 1954, seleziona ogni 3 anni i migliori prodotti del design italiano).
E quale miglior cornice se non quella offerta dalla città “Giardino d’industria” che negli anni è stata tra i motori principali dell’economia italiana e ha creato marchi conosciuti in tutto il mondo: Siai Marchetti, Caproni, MV Agusta, Aermacchi, Isotta Fraschini, Frera, Ignis, BTicino, Cagiva, Vibram, Saporiti, Rossi di Albizzate... E tante sono le firme di fama internazionale che hanno fatto base a Varese e che sono divenute famose nel mondo della creatività e della progettazione: Ottavio Missoni, Marcello Morandini, Ambrogio Pozzi, Ermanno Bazzocchi, Flaminio Bertoni, Riccardo Blumer, solo per citarne alcuni. Aziende e nomi che hanno generato un volano virtuoso per l’economia della nostra provincia, trainando un indotto di piccole e micro imprese che hanno costituito per lunghi anni il nostro tessuto produttivo vitale.
Il design è stato fondamentale per lanciare, affermare e diffondere creazioni, prodotti, articoli noti a livello internazionale per la bellezza, la purezza delle linee, la modernità. Oggetti che oggi sono divenuti vere e proprie icone di stile, emblematici di stili di vita e di anni mitici: la 2 cv e la Ds della Citroen firmate da Flaminio Bertoni, per esempio...
Come non ricordare poi l’inserimento nella collezione permanente del museo newyorkese di due oggetti di design a firma del noto architetto varesino e consigliere dell’Ordine, Riccardo Blumer, uno dei quali cofirmato con Matteo Borghi, giovane architetto e designer varesino.
Il legame tra la città e il design ha radici profonde e, forse, proprio in un periodo di crisi eccezionale come quello che stiamo attraversando, rappresenta una capacità, un talento in grado di traghettare il nostro territorio verso mercati più fertili e ricchi di prospettive. Non a caso negli ultimi anni le imprese attive nel design industriale e della moda hanno fatto registrare un trend in crescita, in controtendenza rispetto all’andamento generale. Il design può e deve diventare una leva fondamentale per il rilancio del territorio, sia sotto il profilo economico, sia sotto il profilo turistico.
Una scuola di design e un museo sono state due delle proposte emerse nel corso del Progetto Diploma 2010 dell’Accademia di Mendrisio, prefigurate dagli studenti guidati dall’architetto Antonio Citterio, oltre alla proposta degli studenti coordinati dagli architetti Marianne Burkhalter e Christian Sumi per un museo dedicato a Flaminio Bertoni. La sede dell’accademia del design era stata individuata nell’ex fabbrica degli aerei, i capannoni dismessi dell’Aermacchi in via Sanvito a Varese. Quello che, nell’idea dei progettisti, sarebbe dovuto divenire un polo d’eccellenza del territorio era dotato di biblioteca, studentato e di un museo del design industriale, meccanico e aeronautico.
La serata del 17 luglio non vuole quindi essere soltanto un momento di celebrazione di una delle eccellenze del territorio, bensì un momento di riflessione e di rilancio di quello che è un fiore all’occhiello del Made in Italy, oltre che del Made in Varese.