Serramenti: come va il mercato italiano? Tutti i dati

di Marco Zibetti
Vediamo come sta cambiando il mercato dei serramenti in Italia, tra artigianato, export e incentivi fiscali per sostenere produzione e innovazione

Dietro ogni finestra, porta o infisso si nasconde un ecosistema fatto di artigianalità, competenze diffuse e investimenti strategici. Il mercato dei serramenti continua a evolversi, tra nuove sfide di mercato, sostenibilità e incentivi fiscali. Ma qual è oggi lo stato di salute reale del comparto? I numeri raccontano una storia interessante, fatta di resilienza, trasformazioni e nuove opportunità.
A fotografare il settore è il report “Serramenti: imprese, produzione, scambi commerciali e incentivi fiscali”, realizzato dall’Ufficio Studi con il supporto dell’Osservatorio MPI di Confartigianato Lombardia. Lo studio è stato presentato da Licia Redolfi durante l’evento “Il Cuore lamellare della finestra”, promosso da STE.DA e Gilardi, in collaborazione con Confartigianato Piemonte e Confartigianato Legno-Arredo, svoltosi il 12 febbraio 2026 a Torino.
Il documento analizza nel dettaglio la struttura produttiva, l’occupazione, il posizionamento europeo, i flussi commerciali e l’impatto delle agevolazioni fiscali, che continuano a sostenere la domanda e a incentivare la riqualificazione energetica degli edifici.

Un settore fondato sull’artigianato

Alla fine del terzo trimestre 2025, le imprese attive nella produzione di serramenti erano 20.738, di cui 14.124 artigiane, pari al 68,1% del totale. Nel dettaglio, 14.222 aziende operano nel comparto metallico, 6.001 nel legno e 515 nella plastica.
Sul fronte occupazionale, gli addetti superano quota 92.000. Le realtà artigiane incidono per il 46,6%, mentre le micro e piccole imprese con meno di 50 dipendenti rappresentano oltre l’81% del settore, confermando la forte frammentazione produttiva.

Distribuzione territoriale e specializzazioni

La presenza delle imprese è particolarmente rilevante in Lombardia, Campania, Sicilia, Veneto, Puglia, Lazio, Piemonte, Toscana, Emilia-Romagna e Calabria, tutte con oltre mille aziende attive. Alcune regioni, come Calabria, Puglia, Sicilia, Campania e Veneto, mostrano una spiccata specializzazione.
In territori come Valle d’Aosta, Liguria, Piemonte, Trentino-Alto Adige, Toscana e Sardegna, più di tre imprese su quattro hanno natura artigiana, segno di un forte radicamento locale.

Produzione tra flessioni e recuperi

Nei primi dieci mesi del 2025, i cluster dei serramenti registrano una contrazione superiore a quella media manifatturiera: -1,7% per i metalli, -1,9% per il legno e -4,4% per la plastica. Tuttavia, il calo risulta meno marcato rispetto al 2024.
Guardando al confronto con il 2019, emergono dinamiche differenziate: la plastica segna una crescita del +59,9%, i metalli del +11,4%, mentre il legno si allinea all’andamento generale negativo della manifattura.

Export e import: luci e ombre

Nel 2024, le esportazioni italiane di serramenti hanno raggiunto 953 milioni di euro, a fronte di importazioni pari a 1.391 milioni, con un saldo negativo di 438 milioni. Il comparto metallico traina l’export con 769 milioni, seguito dalla plastica e dal legno.
Oltre il 57% delle vendite all’estero è diretto verso l’Unione Europea. I principali mercati di destinazione sono Francia, Stati Uniti e Spagna. Sul fronte degli acquisti, invece, il 92,8% delle forniture proviene da Paesi UE, in particolare Polonia, Romania e Germania.

L’evoluzione dei flussi commerciali

Nel 2024, l’export è cresciuto del 4,1% rispetto all’anno precedente e del 23,9% rispetto al 2019. Le importazioni, pur diminuendo su base annua, risultano quadruplicate nel confronto con il periodo pre-pandemico, contribuendo a consolidare il deficit commerciale avviato dal 2022.
Nel complesso, il settore dei serramenti si conferma come una filiera strategica per l’economia italiana, fortemente legata all’artigianato, ma chiamata a confrontarsi con nuove dinamiche competitive, transizione energetica e scenari internazionali in rapido mutamento. Un comparto che, nonostante le difficoltà, continua a dimostrare capacità di adattamento e potenziale di crescita.


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