Quando parliamo di sicurezza sismica, il patrimonio culturale italiano non può più aspettare. Il Ministero della Cultura ha lanciato un programma ambizioso per proteggere i luoghi della cultura del Mezzogiorno, combinando interventi di messa in sicurezza strutturale con strategie di adattamento ai cambiamenti climatici. L’iniziativa rientra nel Programma Nazionale Cultura 2021-2027, Azione 2.4.1, strumento cofinanziato dai fondi europei per valorizzare e tutelare il patrimonio in aree economicamente e socialmente fragili.
Sono stati ammessi a finanziamento 21 progetti, per un totale di oltre 100 milioni di euro, destinati a rafforzare edifici e complessi di grande valore storico, artistico e ambientale. Gli interventi interesseranno circa 450 mila metri cubi di strutture, con l’obiettivo di migliorare significativamente la risposta sismica degli edifici e ridurre il rischio di danni da eventi naturali estremi.
Sicurezza sismica
Oltre ai lavori strutturali, il piano prevede l’installazione di 355 dispositivi di monitoraggio, allarme e reazione, pensati per rilevare in tempo reale gli effetti di un sisma sulle strutture. L’adozione di queste tecnologie integrate dovrebbe portare a un incremento medio di 2,5 classi di rischio sismico, con benefici concreti sia per la conservazione del patrimonio sia per la sicurezza di cittadini e visitatori.
La sfida dei cambiamenti climatici
Il programma affronta anche le sfide dei cambiamenti climatici, con interventi mirati a rafforzare la resilienza dei luoghi culturali di fronte a eventi ambientali estremi, garantendo una fruizione più sicura e continua nel tempo. I finanziamenti, formalizzati attraverso decreti del Ministero della Cultura nel corso del 2025, attuano l’Obiettivo Specifico RSO2.4 del Programma Nazionale Cultura 2021-2027, volto a ridurre i rischi naturali e rafforzare la capacità di adattamento del patrimonio culturale italiano.