Quando si parla di trasformazione delle città e del territorio, tra le sfide più urgenti c’è quella della sostenibilità. È su questo asse che si muove il nuovo accordo siglato tra il Consiglio Nazionale degli Architetti, Pianificatori, Paesaggisti e Conservatori (CNAPPC) e l’Istituto Nazionale di Bioarchitettura ETS (INBAR ETS), con l’obiettivo di rafforzare competenze, strumenti e visione dei professionisti chiamati a progettare il futuro dell’ambiente costruito. Vediamo in cosa consiste.
Il Protocollo d’Intesa avvia una collaborazione strutturata tra i due enti per sviluppare attività comuni di aggiornamento, ricerca e divulgazione nel settore delle costruzioni e dell’innovazione ambientale. L’obiettivo è fornire agli architetti strumenti sempre più avanzati per interpretare le nuove esigenze legate alla trasformazione dei territori.
Al centro dell’intesa c’è un principio guida chiaro: la sostenibilità come fondamento del processo progettuale, attraverso l’integrazione tra conoscenza, uso delle risorse e gestione consapevole dei materiali.
Il documento rappresenta un quadro di riferimento per iniziative di formazione e specializzazione, tra cui master, corsi di perfezionamento, seminari, convegni, visite tecniche e tirocini, oltre ad attività di ricerca e divulgazione dei risultati condivisi.
Un’attenzione specifica è rivolta anche alla gestione delle emergenze abitative legate a eventi calamitosi come terremoti e alluvioni, con l’obiettivo di favorire interventi rapidi ma coerenti con criteri di qualità ambientale e rigenerazione dei contesti colpiti.
I commenti dei protagonisti dell’accordo per la sostenibilità
Per Anna Buzzacchi, responsabile del Dipartimento Patrimonio culturale, ambiente e sostenibilità del CNAPPC “gli Architetti PPC, quali principali attori delle trasformazioni dell’ambiente costruito, sono sempre più al centro di una cruciale evoluzione della professione. L’uso attento delle risorse, così come il rispetto dei valori insiti nel patrimonio culturale, rappresenta la base su cui deve fondarsi una responsabile attività progettuale volta a guidare la transizione verso un ambiente costruito sostenibile. Con la firma di questo Protocollo si riafferma la necessità che l’attività progettuale sappia interpretare le dinamiche sociali, culturali ed economiche che caratterizzano i territori, in una visione ampia, per la definizione di soluzioni che integrino gli obiettivi della transizione ecologica ed energetica con le esigenze di rigenerazione urbana e territoriale”.
Sulla stessa linea, Anna Carulli, Presidente dell’Istituto Nazionale di Bioarchitettura ETS (INBAR ETS), sottolinea come “con la rinnovata collaborazione con il CNAPPC ci sia una svolta culturale e tecnica sulla rigenerazione urbana e ‘città della prossimità’ richiamando i temi fondamentali per tracciare un cambiamento, prendendo atto delle problematiche e dei limiti dei sistemi urbanistici applicati finora. Dobbiamo pensare alla città del futuro come un organismo vivente, in relazione fra edificio e ambiente, e trovare una sinergia, capaci di integrare le linee guida nazionali sulla tutela dell’habitat e dell’ambiente dentro una progettazione contemporanea. Tutto ciò attraverso un nuovo paradigma e con il tema della città della prossimità come chiave per ridurre squilibri ambientali e migliorare la qualità della vita. Un modello che incida direttamente su mobilità e servizi, con effetti misurabili anche sul piano delle emissioni, contribuendo a ridurre situazioni critiche come l’aumento della CO₂. In questo scenario, risulta centrale il ruolo degli Ordini professionali nel promuovere formazione e crescita delle competenze”.
Segui il tuo cantiere da remoto
Segui il tuo cantiere da remoto Seguire il cantiere da casa o dall’ufficio oggi è possibile. WebcamPlus offre a tutti - imprese, committenti e studi di progettazione - la possibilità di monitorare costantemente ogni tipologia e dimensione di cantiere grazie a un innovativo sistema di video-controllo personalizzato. Decidi intervallo di invio immagini, durata delle riprese, posizionamento e numero delle videocamere. Controllo totale in tempo zero e con la massima efficienza.