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Split payment verso la proroga. Il commento delle imprese

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Split payment verso la proroga. Il commento delle imprese
Il meccanismo dello split payment resta in vigore fino al 2029: ecco cosa prevede la proroga, chi riguarda e quali sono le richieste delle imprese

Nessuno stop per lo split payment: il meccanismo continuerà a essere operativo anche oltre la scadenza del 30 giugno 2026, evitando alle imprese e ai professionisti coinvolti di dover modificare le procedure di fatturazione verso la Pubblica Amministrazione. La conferma è arrivata dal Ministero dell’Economia, che ha anticipato i tempi del via libera europeo e chiarito quali saranno i prossimi passaggi.
Con un comunicato diffuso il 30 giugno, il MEF ha spiegato che l’autorizzazione definitiva dell’Unione europea è attesa entro il 10 luglio, ma produrrà effetti retroattividal 1° luglio 2026. La proroga consentirà quindi di mantenere in vigore il sistema fino al 30 giugno 2029 senza alcuna interruzione.
Introdotto in Italia il 1° gennaio 2015, lo split payment prevede che, nelle forniture di beni e servizi verso la Pubblica Amministrazione e determinate società controllate, il fornitore incassi il corrispettivo al netto dell’Iva, mentre l’imposta venga versata direttamente all’Erario dall’Ente committente. Trattandosi di una deroga alle regole ordinarie dell’Iva, il meccanismo richiede il via libera dell’Unione europea. L’Italia aveva presentato la richiesta di proroga alla Commissione europea il 1° ottobre 2025.
Dal 1° luglio 2025 il sistema è stato ridimensionato, con l’esclusione delle operazioni effettuate nei confronti delle società quotate nell’indice FTSE MIB. Restano invece interessate le Pubbliche Amministrazioni, le società controllate dalla Presidenza del Consiglio e dai ministeri, quelle controllate da Regioni, Province, Città metropolitane, Comuni e Unioni di Comuni, oltre alle società da questi partecipate. Il meccanismo continua inoltre ad applicarsi ai professionisti i cui compensi sono soggetti a ritenuta alla fonte.

Cosa pensano i costruttori della proroga dello split payment?

Sul tema interviene anche l’ANCE, che evidenzia come una misura nata con carattere temporaneo sia ormai in vigore da oltre dieci anni. Secondo l’associazione, il principale effetto dello split payment è l’aumento dei crediti Iva in capo alle imprese, con conseguenti ripercussioni sulla liquidità, soprattutto per le aziende delle costruzioni e per quelle impegnate nei lavori pubblici.
L’ANCE stima che il sistema sottragga alle imprese circa 5,3 miliardi di euro di liquidità ogni anno, una situazione aggravata dai ritardi nei pagamenti della pubblica amministrazione. Per questo l’associazione chiede interventi che rendano più rapido il recupero dei crediti Iva, ad esempio aumentando il tasso d’interesse riconosciuto sui rimborsi, oggi fermo al 2%, accelerando le procedure di rimborso oppure innalzando il limite annuale di compensazione dei crediti d’imposta per le imprese che operano prevalentemente in split payment.