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Tagli alle agevolazioni per le rinnovabili: Romani rassicura le associazioni

Energie rinnovabili di
Il Ministro ha immediatamente ordinato lo stop all’emendamento all’art. 33 del DL Manovra, che, secondo le associazioni di settore, avrebbe avuto effetti devastanti


Niente taglio del 30% della voce agevolazioni che grava sulla bolletta della luce e del gas. Su pressioni del Ministro per lo sviluppo, Paolo Romani, la norma che appariva nell'ultima bozza della manovra e' stata stralciata. Sotto la voce 'agevolazioni' sono compresi gli incentivi alle rinnovabili ma anche gli sconti alle fasce deboli.

La notizia dei possibili tagli aveva allarmato le associazioni delle rinnovabili, di cui riportiamo il comunicato congiunto, diramato prima del contrordine voluto da Romani:

Le Associazioni delle rinnovabili ANIE/GIFI, ANEV, APER ed ASSOSOLARE hanno appreso con incredulità e sgomento la notizia dell’emendamento all’art. 33 del DL Manovra, oggi all’ esame del Consiglio dei Ministri, che prevede, a decorrere dal primo gennaio 2012, che tutti gli incentivi, i benefici e le altre agevolazioni comunque a carico delle componenti tariffarie relative alle forniture di energia elettrica e del gas naturale, previsti da norme di legge o da regolamenti, siano ridotti del 30% rispetto a quelli applicabili alla data del 31 dicembre 2010.

Le suddette Associazioni congiuntamente ribadiscono che l’impatto di questa misura, se confermata, sarebbe devastante non solo per il settore della produzione di energia elettrica da fonti rinnovabili ma per tutti i consumatori, sia industriali che domestici, che attualmente beneficiano di incentivi o sgravi che trovano copertura nella bolletta (come ad es. il bonus sociale per indigenti, anziani e malati). Sarebbe invece opportuno, come da tempo propongono e chiedono gli operatori del settore, eliminare l’IVA sull’A3 o altre voci della bolletta.

Le Associazioni confidano quindi che il Governo non avalli tale incomprensibile proposta di modifica normativa, palesemente priva di ogni elemento di adeguatezza e garanzia per tutto il sistema, nonché di buonsenso e che rappresenterebbe l’ennesimo attacco alla credibilità ed affidabilità del nostro Paese nel definire regole e strumenti stabili per il raggiungimento degli obiettivi vincolanti al 2020 in materia di sostenibilità energetica e ambientale.