Tecnologie per il legno: il commercio mondiale Gennaio - Giugno 2013

Materiali da costruzione di Marco Zibetti
Il primo semestre del 2013 delle tecnologie per la lavorazione del legno e dei suoi derivati presenta una situazione complessa per l’Europa, secondo i dati elaborati dell’Ufficio Studi di Acimall


La prima metà del 2013 non è stata semplice nemmeno per il settore delle tecnologie per la lavorazione del legno e dei suoi derivati. Secondo le elaborazioni dell’Ufficio studi di Acimall – l’associazione confindustriale che rappresenta le industrie del comparto – il periodo Gennaio - Giugno è stato difficile per le esportazioni del Vecchio continente. A partire dalla Germania, che rimane in testa alla classifica, ma segna un calo sostanziale delle vendite oltre i propri confini (-14,81% rispetto allo stesso periodo 2012), confermando il trend negativo già registrato nel primo trimestre dell’anno. Un po’ meglio l’Italia che, pur rimanendo in area negativa, ha ridotto di qualche punto percentuale la contrazione rilevata nei primi tre mesi dell’anno in corso.
Le esportazioni asiatiche (Cina e Taiwan) ricalcano il dato del primo semestre 2012, una situazione che consente comunque loro di avvicinarsi ulteriormente ai principali Paesi competitor europei; mentre le esportazioni di Stati Uniti (+8,36%) e Austria (+1,54%) rimangono sostanzialmente indirizzate verso i mercati di prossimità.

Ma come si comportano i principali Paesi esportatori nei più importanti mercati di destinazione? Di seguito qualche annotazione sulla competizione nei principali mercati mondiali di importazione per le macchine per la lavorazione del legno. A partire dagli Stati Uniti, che ancora una volta si confermano il primo mercato a livello mondiale, con un andamento positivo che coinvolge tutti i Paesi fornitori, Italia compresa. Massiccia, come sempre, la presenza delle macchine prodotte in Asia, mentre la concorrenza europea vede ancora una volta la Germania in posizione di leadership.
In Russia è la Germania a meritarsi la palma di primo Paese esportatore, una posizione che risente positivamente della fornitura di grandi impianti per la produzione di pannelli. Anche l’Italia registra buone performance in questo Paese, anche se in leggero calo rispetto al 2012; quote marginali per gli altri protagonisti dell’export mondiale.

Concorrenza particolarmente agguerrita in Cina, dove sono presenti tutti i principali Paesi costruttori del mercato. La Germania è il primo esportatore, con oltre 60 milioni di euro nel primo semestre 2013, seguita da Taiwan (40 milioni) e dall’Italia (poco meno di 30 milioni di euro).
Sono la Germania e l’Italia a dividersi la fetta più importante delle importazioni di tecnologie per il legno in Brasile, grazie soprattutto alle efficaci partnership con i rivenditori locali e, in alcuni casi, a ingenti investimenti diretti.
In Europa, Germania e Francia sono i mercati di importazione più significativi; da notare la presenza di tecnologie “made in China” proprio in Germania, un fenomeno in forte crescita.

L’analisi realizzata dall’Ufficio studi di Acimall sui dati del commercio mondiale consentono di delineare anche una sorta di classifica dei “Paesi virtuosi”, ovvero di quei mercati che nel secondo trimestre 2013 hanno investito maggiormente nelle importazioni di tecnologia per il legno (vengono considerate le forniture da Germania, Italia, Cina, Austria e Stati Uniti; i dati di Taiwan non sono disponibili), segno di una situazione produttiva che – pur con tutte le attenzioni del caso – risulta positiva.
Anche in questo caso ai primi posti gli Stati Uniti, con un tasso di crescita dell’import che si avvicina ai 15 punti percentuali rispetto al periodo aprile-giugno 2012. Interessanti anche le variazioni del Canada (+22%) e del Regno Unito (+7,2%), Paese che già da qualche mese sta consolidando una ripresa strutturale. La crescita del Nord America viene completata dal Messico (+27%).
Nelle posizioni di rincalzo, e su valori assoluti decisamente contenuti, la Lituania (8,6 milioni di euro nel secondo trimestre 2013, ben +134,45% rispetto al periodo aprile-giugno 2012), dalla Serbia (5,3 milioni, +48,9%) e dal Paraguay (un milione di euro, +41%).
Fra le destinazioni contrassegnate dal segno meno, dunque da una diminuzione degli acquisti di tecnologie dai principali Paesi produttori, segnaliamo Brasile (26 milioni di euro nel secondo trimestre 2013, -68% sullo stesso periodo 2012) e India (15,4 milioni, -31%), realtà che – non dimentichiamolo – hanno un recente passato decisamente positivo.
In Europa perdono posizioni Francia (56 milioni di euro nell’aprile-giugno 2013, -8,7% rispetto al secondo trimestre 2012), Belgio (27,5 milioni, -22%) e Svizzera (26,9 milioni, -7,3%), mercati oramai “maturi”.
Tailandia e Australia mostrano cali prossimi ai trenta punti percentuali, ai quali si affiancano i risultati poco confortanti di realtà come Repubblica Ceca, Ungheria e Grecia.



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