Presto sarà emesso un bando da 22 milioni di euro per la messa in sicurezza sismica degli edifici toscani.
Il 20% della somma sarà destinato ai privati, il resto sarà utilizzato
per gli edifici pubblici e prioritariamente destinato alle zone a più
alto rischio che sono la Garfagnana e l'Appenino. "Negli ultimi
trent'anni la Toscana ha speso 161 milioni di euro per interventi di
messa in sicurezza sismica - racconta il presidente della Regione, Enrico Rossi,
ai giornalisti in conferenza stampa - Di questi 30 milioni erano
risorse regionali: l'abbiamo fatto fino al 2012, ovvero fino a quando i
vincoli e lacci del patto di stabilità non si sono fatti stretti. In
pratica abbiamo speso 5,2 milioni l'anno e dunque possiamo dire che i
compiti a casa li abbiamo fatti, anche se è una frase che non mi piace
molto".
Dopo il 2012 dal governo sono arrivati 22 milioni. "Ma
anche spendere quei 22 milioni, che pur sono ben poca cosa rispetto al
fabbisogno - rimarca Rossi -, diventa un problema con i vincoli del
patto di stabilità. Serve un piano decennale serio ed occorre togliere dalla contabilità gli investimenti per la prevenzione".
Nel
dettaglio dal 1986 al 2014 la Toscana ha speso 110 milioni per
sistemare 408 scuole e 51 milioni per 202 edifici pubblici giudicati
strategici. In tutto, appunto, 161 milioni. Dopo l'ordinanza del 2003
della Protezione civile che ha imposto la valutazione della sicurezza
sismica degli edifici pubblici strategici, sono state censite 1300 strutture pubbliche.
Si tratta di ospedali, caserme, scuole, sedi istituzionali o palestre
dove accogliere sfollati. Gli ospedali sono già tutti a posto, grazie
agli ingenti investimenti degli ultimi anni. Rimane da sistemare solo
quello di Borgo San Lorenzo, per il quale sono comunque in corso lavori
di consolidamento statico dei solai per 700 mila euro ed è in corso
l'appalto per la progettazione del nuovo ospedale.
Al netto degli
edifici sanitari dunque, dei 1300 edifici pubblici strategici e
rilevanti, 257 (il 20%) risultano già adeguati. Altri 425 edifici sono
oggetto di interventi di messa in sicurezza sismica di cui. In
particolare 74 vedono interventi in corso, 38 sono pronti a partire
appena trovata la copertura finanziaria, 63 sono finanziati in parte e
in attesa del progetto definitivo, per 250 infine si aspettano le
verifiche per accertare l'effettiva necessità. "Secondo un calcolo -
conclude il presidente Rossi - ne resterebbero da mettere in sicurezza 650, per i quali sarebbe necessario un fabbisogno di 500 milioni"
Piani regolatori comunali e sicurezza sismica
La
Toscana, con la legge regionale per il governo del territorio del 2014
presentata dall'assessore Anna Marson, ha anche imposto a tutti i Comuni
di adeguare i propri regolamenti urbanistici per renderli coerenti con
gli strumenti di prevenzione sismica. In pratica, ciascun Comune, nel
momento in cui è chiamato a rinnovare il proprio piano regolatore e i
regolamenti collegati, deve effettuare studi dettagliati sulla sicurezza
sismica del territorio (la cosiddetta microzonazione) al fine di
individuare le zone più critiche anche per la valutazione di eventuali
amplificazioni dovute a situazioni geologiche e morfologiche locali. Le
sole mappe regionali a grandi maglie a volte non sono sufficienti. Al
momento 130 Comuni hanno già adeguato i propri piani regolatori e
provveduto alla mappatura di dettaglio: 80 con fondi pubblici, 50 con
fondi propri. Tra questi ci sono tutti e dieci i capoluoghi di
provincia. Per 40 le valutazioni sono in corso, mentre 109 devono ancora
adeguare i propri regolamenti.