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Trenta mila lavoratori del settore edile fanno sentire la propria voce a Roma

Lavori pubblici di
La manifestazione è stata organizzata dalle organizzazioni sindacali Cgil, Cisl e Uil, allo scopo di chiedere attenzione e sostegno a un settore che può e deve diventare un motore per la ripresa


Si è tenuto a Roma il corteo dei lavoratori delle costruzioni di Cgil, Cisl e Uil che dalla Bocca della Verità ha letteralmente invaso le strade romane fino all'Arco di Costantino, nel centro storico della Capitale, davanti al Colosseo portando in piazza 30mila lavoratori delle costruzioni giunti da tutt'Italia: muratori, carpentieri, tecnici e operai specializzati, impiegati, gruisti, cavatori, addetti operai del legno e arredo, dei laterizi, del cemento, dei lapidei, restauratori e archeologi, italiani e stranieri.

Lungo il percorso migliaia di caschi blu, rossi e verdi, striscioni, bandiere, inscenato 'un funerale del lavoro' dalla delegazione di Salerno, tutti in piazza per chiedere attenzione e sostegno ad un settore che può e deve diventare un motore per la ripresa del  Paese ed un volano per l'occupazione.

Sul palco, al fianco dei tre segretari generali di Feneal Antonio Correale, Filca Domenico Pesenti, Fillea Walter Schiavella,  i tre segretari generali di Cgil Cisl e Uil: Susanna Camusso, Raffaele Bonanni e Luigi Angeletti che hanno sfilato lungo tutto il percorso. Dopo un minuto di silenzio per  ricordare Luigi Termano, il giovanissimo lavoratore morto giovedì a Roma a seguito dell’ennesima tragedia sul lavoro sono iniziati gli interventi dei lavoratori, a cui sono seguiti i tre leader dei sindacati di categoria ed in conclusione Angeletti, Bonanni e Camusso.

La politica e le Istituzioni non  sottovalutino il profondo disagio sociale che rappresentiamo: nessuno si illuda che siano i lavoratori a pagare il conto dei privilegiati'. Dirette le parole del Segretario Generale Feneal Uil Antonio Correale . ‘Basta, basta con questa politica ingiusta, vessatoria, miope su politica fiscale e spesa pubblica - ha detto il segretario - che colpisce sempre gli stessi, che impedisce di rinsanguare i redditi  da lavoro e di creare le condizioni per nuovi investimenti. Questo non vuol dire risanare il Paese ma strangolare il lavoro, l’economia reale, le prospettive di crescita.

‘Il nostro settore è stato scosso duramente dalla crisi, in tutti i suoi comparti, i dati sono sconfortanti. In cinque anni il settore ha perso il 24,1% in termini di investimenti e produttività, riportandosi ai livelli di produzione di metà degli anni ’90.

Più di 300mila posti di lavoro persi in oltre tre anni di crisi, circa 108 milioni di ore autorizzate per la cig nel 2011, ma  per le sue caratteristiche e per la sua centralità - ha sottolineato Correale - può ora diventare un banco di prova decisivo per determinare un cambiamento di rotta in grado di garantire la ripresa dello sviluppo equo e sostenibile dell’intero Paese. Noi siamo decisi a non mollare: Governo e Parlamento non potranno ignorare le nostre proposte che sono unitarie nel senso più vero del termine: uniscono i sindacati, ma uniscono anche i sindacati ai lavoratori.

Si deve tornare a lavorare
- ha dichiarato in conclusione il leader Feneal -, a costruire la crescita economica, a riportare serenità nelle famiglie, a ridare una speranza ai giovani.’

Mentre il segretario Uil Luigi Angeletti, nel suo intervento, ha ribadito che 'al Paese serve una politica per la crescita' e ha aggiunto che 'certo, l'immagine è importante per chi presta i soldi. Ma il debito non è diminuito e la ripresa non c'è. Questo è il vero problema'. Angeletti ha poi sollecitato il Governo  'a partire dal lavoro. Il Governo deve fare una cosa molto semplice: fare ciò che dice. Il 2012 deve essere l'anno della svolta. Qui si vede cosa sta accadendo alla nostra economia, molto più degli spread o delle quotazioni azionarie'.