Troppe leggi e troppa burocrazia frenano la ricostruzione

È ancora molto difficile il ritorno alla normalità nelle regioni del Centro Italia colpite dal terremoto del 2016. Il sisma ha coinvolto 65mila imprese e di queste oltre 15mila sono artigiane. Un tessuto imprenditoriale che fatica a risollevarsi anche a causa della giungla di provvedimenti emanati proprio per gestire gli interventi post terremoto.

Troppe norme, troppa burocrazia, hanno denunciato i rappresentanti di Confartigianato nel corso di un’audizione in Senato sul Decreto legge terremoto varato il 29 maggio dal Governo Gentiloni. Confartigianato ha calcolato che si tratta di 143 provvedimenti di varia natura che, paradossalmente, stanno provocando l’effetto opposto a quello voluto, cioè favorire la ricostruzione.

E allora, nel corso dell’Audizione in Senato, gli esponenti della Confederazione, pur apprezzando le proroghe della sospensione dei versamenti di tasse e contributi previsti dal Decreto terremoto, hanno chiesto di snellire e razionalizzare le norme emanate dopo il sisma. E bisogna fare presto, perché la burocrazia del terremoto rischia di vanificare gli sforzi per far ripartire l’economia dei 138 Comuni di Marche, Lazio, Abruzzo e Umbria colpiti dal terremoto.

I dati presentati da Confartigianato parlano chiaro: il trend dell’occupazione mostra un gap di 3 punti rispetto alla media nazionale, la demografia delle imprese rimane negativa, pur con qualche segnale di ripresa nelle costruzioni, l’accesso al credito rimane molto difficile. Insomma, bisogna fare presto per restituire fiducia alla popolazione e agli imprenditori colpiti dal terremoto.