Un conto energia per il solare termico

Energie rinnovabili di Marco Zibetti
di Valeria Verga - Segretario generale Assolterm


Lo scorso 30 giugno, in occasione dell'Assemblea annuale dei soci, Assolterm ha organizzato a Roma, presso la sede del GSE il Convegno, “Il solare termico: un mercato di qualità” che ha visto la consistente partecipazione dei diversi operatori del settore, tra i quali era ben rappresentata l'industria del solare termico, e dei soggetti istituzionali interessati.
 
Diversi sono gli elementi emersi durante il convegno.
 
Le potenzialità di sviluppo del solare termico in Italia sono molto elevate. Già oggi abbiamo un mercato annuale che si aggira intorno ai 500.000 metri quadrati con una capacità totale installata che si avvicina ai 2 GWth. Stiamo quindi parlando di un mercato che ha tenuto nonostante la crisi economica e che si attesta al secondo posto a livello europeo dopo la Germania.
 
Se guardiamo poi ai metri quadrati pro capite, ci accorgiamo subito di quale sia il potenziale della tecnologia che è ancora tutto da sviluppare. Oggi infatti in Italia sono installati 0,04 m2/abitante, al di sotto della media europea che è di 0,06 m2/ab e ben lontani dal dato di un paese come l’Austria che ha sicuramente condizioni climatiche più sfavorevoli delle nostre e che ha una capacità installata pro capite pari a 0,4 m2.
 
Se da una parte quindi abbiamo un mercato che tiene ma che non cresce abbastanza rispetto alle sue elevate potenzialità, dall'altra abbiamo un'industria, meccanica e termoidraulica, comprendente grandi aziende termoidrauliche e piccole e medie imprese specializzate nel solare, che ha raggiunto un notevole livello di sviluppo, in termini di occupazione e ricchezza prodotta, e in termini di innovazione della tecnologia (qualità, integrazione, versatilità e affidabilità).
 
Il Piano di Azione Nazionale per le Energie Rinnovabili (PANER) fissa per il solare termico un obiettivo al 2020 pari a 1,6 Mtep, corrispondenti a 26 milioni di m2 installati (pari a 18,2 TWh). Raggiungere questo obiettivo significa passare in 10 anni da 0,04 m2/ab a 0,4 m2/ab. Un obiettivo che tra l’altro Assolterm non considera particolarmente ambizioso. Con un quadro legislativo adeguato, infatti, dato il livello di irraggiamento del nostro territorio, potremmo tranquillamente raggiungere nel 2020 1 m2/ab per soddisfare i soli fabbisogni relativi alla produzione di acqua calda sanitaria.
 
Se pensiamo poi che la tecnologia si sta costantemente sviluppando in termini di performance e di applicazioni – pensiamo ai sistemi combinati (produzione ACS più integrazione riscaldamento degli ambienti), al raffrescamento (solar cooling), agli impianti di grande dimensione per utenze collettive o per soddisfare i fabbisogni di utenze particolari (es. piscine, centri sportivi, ecc.), al calore di processo nell’industria, alla sfida del teleriscaldamento che già oggi in paesi molto meno soleggiati del nostro sono una realtà – appare evidente a tutti, dati peraltro gli ingenti fabbisogni di energia termica, come il solare termico non potrà non avere un ruolo importante nel raggiungimento degli obiettivi al 2020 e più in generale nell’ambito delle politiche energetico-ambientale del nostro paese, oltre che in quelle di sviluppo industriale e occupazionale.
 
Ma per ottenere tutto questo è necessario muoversi rapidamente.
 
L'attuale sistema di incentivazione non sarà sufficiente al conseguimento dell'obiettivo fissato dal PAN per il solare termico. La soluzione alternativa è l'introduzione di una forma di incentivazione modellata sul conto energia per il fotovoltaico, così come previsto dal D. Lgs. 28/2011. A tal scopo, Assolterm ha elaborato una proposta per un “conto energia per il solare termico”. Secondo le nostre stime, un conto energia così strutturato permetterebbe una crescita annua del mercato del 25% e il raggiungimento dell'obiettivo individuato dal PANER per il solare termico


La proposta di Assolterm

La  proposta elaborata da Assolterm, sulla base di quanto previsto all'art. 28 del D. lgs. 28/11 che ha recepito la Direttiva 2009/28/CE, per un “conto energia” per il solare termico, si pone come obiettivo prioritario quello di sviluppare un mercato del solare termico sano e duraturo, che risponda alle esigenze di risparmio economico ed energetico per l'utente finale e per la collettività e al raggiungimento degli obiettivi al 2020 fissati nel PANER. Con tale obiettivo la proposta è stata  strutturata in modo da garantire la qualità degli impianti e delle installazioni ed evitare rischi di speculazione che finirebbero col danneggiare il mercato stesso.

L’idea è che possano godere dell’incentivo non solo piccoli impianti che producono ACS ma anche tutte quelle applicazioni del solare termico che, non ancora pienamente sviluppate, hanno un alto potenziale di crescita, come i “combisystem” (produzione di ACS + integrazione riscaldamento degli ambienti), calore di processo (industria) e raffrescamento (“solar-cooling”).

Sono state previste due soglie. La prima soglia riguarda i piccoli impianti, al di sotto dei 35 kWth (= 50 m2), per i quali l’incentivo non può che essere calcolato su base tabellare in base a una producibilità annua stimata.

La seconda soglia è stata posta a 1 MWth di potenza nominale, pari a 1430 m2. Oltre questa soglia non si applica più il conto energia ma si può godere dei certificati bianchi. Per gli impianti compresi tra 35 kWth e 1 MWth, l'incentivo è commisurato all'energia termica effettivamente prodotta, contabilizzata attraverso un contatore (che deve essere certificato e inviare costantemente i dati al GSE) applicato all'impianto.

Si è considerato molto importante prevedere idonee misure per il monitoraggio del buon funzionamento degli impianti:

- Per gli impianti al di sotto dei 35 kWth, il controllo del corretto funzionamento dell'impianto avviene attraverso un check up biennale fatto da un centro di assistenza autorizzato (l'installatore che fa il controllo deve essere certificato).
- Per gli impianti tra i 35 kWth e 1 MWth, il monitoraggio deve prevedere il confronto dei dati registrati tramite contatore con la producibilità presunta in rapporto alla categoria di utenza, al fine di verificare eventuali anomalie.

Il periodo di diritto all’incentivo è di 10 anni. Le tariffe incentivanti ipotizzate rispondono alla necessità di dare inizialmente al mercato un impulso importante per poi decrescere significativamente negli anni successivi, man mano che decrescono i costi e si sviluppa il mercato. Quindi si partirebbe nel 2012 con una tariffa di 0,16 euro/kWh per arrivare a 0,10 nel 2020. Sono previste tariffe premianti in particolar modo per i prodotti europei e per quelli ad alta prestazione.

Il Decreto stabilisce che l’incentivo non sia cumulabile con altri incentivi statali. È però fondamentale che permanga la cumulabilità con gli incentivi “non statali” (tipicamente finanziamenti in conto capitale a livello regionale, provinciale e comunale), per non togliere agli enti locali la possibilità di incentivare ulteriormente le rinnovabili sul proprio territorio.



* Questo articolo è tratto da Comunicare Energia, N° 4 Lug-Ago 2011.
 
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