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Uniamo l’Italia per ridurre il gap tra Nord e Sud

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Uniamo l’Italia per ridurre il gap tra Nord e Sud
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L’appello è stato lanciato dalla Rete delle Professioni Tecniche nel corso di un incontro con il Ministro dell’Interno e vicepremier Matteo Salvini, prima della crisi di Governo

Prima che cominciasse la crisi di Governo, la Rete delle Professioni Tecniche aveva partecipato, assieme ai rappresentanti del mondo del lavoro e delle imprese, a un incontro con il Ministro dell’Interno e vicepremier Matteo Salvini. Andiamo a scoprire quali sono le priorità segnalate dalla Rpt.

Semplificazione e sussidiarietà

Innanzitutto è stato ripreso il tema della semplificazione della macchina amministrativa, attraverso l’applicazione del principio di sussidiarietà. La Rete ha individuato delle procedure dove l’intervento sussidiario dei professionisti può essere risolutivo, sia nel campo dell’edilizia, che in quello dei lavori pubblici. E’ necessario intervenire in questa direzione, anche perché in questi anni si è perso terreno nei confronti degli altri paesi.

Un grande piano per le infrastrutture

In tema di infrastrutture la Rete ritiene necessario un grande piano per ridurre il gap tra il Mezzogiorno e il resto del Paese. Se è importante l’alta velocità per unire l’Italia alla Francia, è ugualmente importante l’alta velocità per unire la Sicilia e tutto il Sud all’Italia. Qui non è solo questione di fondi, ma di capacità delle amministrazioni locali di saper programmare gli interventi. Sul tema i professionisti tecnici hanno fatto una sintesi e sono a disposizione con le loro proposte e le loro competenze.

Giustizia ed equo compenso

Importante è anche rendere più efficiente la Giustizia. Questo può avvenire attraverso il contributo dei professionisti tecnici. In questo senso la Rete ha pronte numerose proposte per rendere ancora più efficace la collaborazione dei professionisti col sistema della giustizia in Italia, sempre nella direzione della sussidiarietà.

Per realizzare tutto questo, infine, secondo la Rete è fondamentale arrivare ad un’applicazione diffusa dell’Equo compenso, soprattutto nell’ottica dell’efficienza del sistema. Occorre definire insieme gli standard minimi di qualità che devono avere le prestazioni professionali e, al tempo stesso, introdurre dei parametri ragionevoli che garantiscano una equa remunerazione anche ai professionisti.