Entro il 2020 l'Unione europea si è fissata come obiettivo di utilizzare le energie rinnovabili almeno al 20%. Per raggiungere questo obiettivo bisognerà migliorare la rete elettrica già esistente. I deputati della commissione per l'Energia hanno discusso uno studio sulle reti europee di energie rinnovabili.
I siti di produzione di energia rinnovabile sono spesso lontani dai luoghi di consumo. Gli impianti eolici si trovano sulle coste o al largo del Mare del Nord, del Mare d'Irlanda o del Baltico. Quelli fotovoltaici in Europa centrale e del Sud. Se l'Europa vuole davvero raggiungere gli obiettivi che si è posta, sarà quindi necessario migliorare le reti di trasporto di energia.
Una delle priorità principali, secondo lo studio, sarebbe quella di meglio collegare le zone di produzione in Scandinavia con l'Europa centrale. Un altro obiettivo sarebbe quello di migliorare gli scambi tra Spagna, Portogallo e Francia.
Questi progetti hanno un costo piuttosto elevato e necessitano di una pianificazione a lungo termine. Ma ne vale la pena. Perché portano ad un miglioramento della competitività del settore e una diminuzione dei rischi legati ad altri sistemi di produzione energetica.
L'Unione europea gioca un ruolo chiave di coordinamento. Lo studio suggerisce che sia l'UE a fissare gli obiettivi a lungo termine e a coordinare e monitorare i progetti.
L'energia degli impianti fotovoltaici potrebbero diventare competitivi sul mercato europeo dell'energia dal 2015. Quella eolica invece potrebbe diventare vantaggiosa verso il 2020.