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Urbanistica: come si coniuga con la protezione dell’ambiente?

di Marco Zibetti
L’urbanistica si intreccia sempre più con la tutela ambientale: l’INU illustra attività, iniziative e posizioni sviluppate nel triennio 2023-2025

Il rapporto tra urbanistica, territorio e tutela dell’ambiente è sempre più stretto e l’Istituto Nazionale di Urbanistica rivendica un ruolo attivo su questo fronte. A confermarlo è il quadro delle iniziative realizzate negli ultimi anni, raccolto nell’ambito dell’interlocuzione con il Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica per il riconoscimento dello status di associazione di protezione ambientale.
La documentazione relativa al triennio 2023-2025 supera le 60 pagine e raccoglie numerose attività promosse dall’INU, sia a livello nazionale sia attraverso diverse sezioni regionali. Tra quelle coinvolte figurano Campania, Emilia-Romagna, Lazio, Lombardia, Piemonte e Valle d’Aosta, Puglia e Toscana.
Come sottolinea il presidente Michele Talia, l’Istituto “è promotore ogni anno di decine di attività finalizzate all’approfondimento, allo studio e alla diffusione dei temi riguardanti l’ambiente, il paesaggio, l’urbanistica e l’edilizia”. Nel quadro rientrano convegni, mostre, iniziative sul territorio, summer school, premi e contributi legati alla pianificazione e alla legislazione regionale.
Particolare attenzione viene dedicata anche alle iniziative nazionali dell’INU, tra cui Urbanpromo e le Giornate di Studio, oltre alla Biennale dello Spazio Pubblico. Alcuni appuntamenti prevedono sezioni specificamente dedicate alle questioni ambientali, come Urbanpromo Green e UPhD Green. L’Istituto, inoltre, è stato più volte ascoltato da Camera e Senato su provvedimenti riguardanti ambiente, urbanistica ed edilizia, sostenendo posizioni orientate alla tutela ambientale e al contrasto del consumo di suolo.
Per Talia, però, il legame tra INU e protezione dell’ambiente non nasce soltanto dalle attività più recenti, ma affonda le radici nella storia stessa dell’Istituto. Lo Statuto, approvato nel 1949, attribuisce infatti all’INU il compito di occuparsi dello “studio” e della “soluzione dei problemi urbanistici ed edilizi, sia generali, sia locali”.

L’evoluzione del concetto di governo del territorio

Nel corso dei decenni, il concetto di governo del territorio si è progressivamente ampliato, intrecciandosi sempre più con la tutela del suolo, del paesaggio, degli ecosistemi e della biodiversità. Secondo Talia, “ogni richiamo ai ‘problemi urbanistici’ postula la organica, consapevole e ineludibile considerazione di profili e temi di ordine prettamente ambientale”.
Questa evoluzione trova riscontro anche nella normativa europea e nazionale, dalla VAS alla Nature Restoration Law e alla direttiva Soil Monitoring, fino alla crescente attenzione alla rigenerazione urbana e alla qualità ambientale degli insediamenti.
La stessa impostazione emerge dal Regolamento dell’INU, che pone ambiente, paesaggio e territorio sullo stesso piano. Una visione che, secondo il presidente, riflette un approccio unitario alla tutela del territorio e rafforza la richiesta di riconoscere all’Istituto un ruolo specifico anche nell’ambito della protezione ambientale.


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